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Cara scuola non ti lascio «Provaci ancora, Sam»

Si segnala e pubblica, ringraziando la testata ed il giornalista Paolo Foschini, un articolo apparso su “Corriere della Sera – Buone Notizie” del 10/04/2018 che racconta il progetto “Provaci ancora Sam”.

Si chiama così il progetto in corso a Torino contro la dispersione che a livello nazionale è ancora superiore al 13 per cento Il recupero di David, Simra e Mattia dimostra che la risposta è la «rete integrata» tra insegnanti, operatori sociali, Terzo settore.

David Oseye arriva in Italia dalla Nigeria quando è ancora piccolo con la mamma, una sorella e un fratellino. Il padre è rimasto là. Non è una infanzia facile. Bocciato due volte in prima media per i suoi atteggiamenti provocatori, entra finalmente in un progetto di tutela che si occupa di lui. Morale: nel 2015 ha preso la licenza media, poi ha fatto il biennio di qualifica professionale al Ciofs Mazzarello come operatore ai servizi di vendita, l’estate scorsa ha studiato per l’esame di passaggio al quarto anno dell’Istituto statale Bosso Monti: che ora sta frequentando con buon profitto.

Simra Noreen nasce e fa le elementari in Pakistan, in dicembre compirà 18 anni. Padre, madre, un fratello più grande, un altro fratello e una sorella più piccoli. Con loro arriva in Italia nel 2012, parte con le medie e la faccenda è durissima. La lingua, la cultura familiare che dire rigida è poco, eppure anche su quest’ultimo fronte le cose un po’ alla volta migliorano grazie al lavoro di integrazione con l’oratorio salesiano della Crocetta: però due bocciature arrivano lo stesso. Finché pure lei nel 2015 entra nel progetto di Tutela Integrata, e Simra ci si butta a capofitto. Morale: finisce la terza media, si inserisce al Centro professionale di trasformazione agroalimentare Virginia Agnelli, ottiene una borsa di studio e un percorso di accompagnamento da Fondazione per la Scuola e Rotary. Sta facendo il secondo anno, nel 2019 si diplomerà.

Anche Mattia Orlando ha avuto una storia (molto) difficile. Però anche lui nel 2015 riesce a finire le medie. E poi anche la scuola del Cnos Valdocco come operatore elettrico, ora fa il quarto anno all’istituto professionale Rebaudengo. Ma soprattutto non ha mai smesso di coltivare la sua passione per la ginnastica artistica, che lo ha portato tra i primi in Piemonte, né di occuparsi di suo fratello più piccolo. Sono queste alcune delle storie legate a «Provaci ancora, Sam!», un progetto integrato e interistituzionale volto a promuovere il successo scolastico e a contrastare la dispersione: un fenomeno che pur essendo in fase di miglioramento (tra 2006 e 2016 la percentuale nazionale di chi a 18 anni risulta avere solo la licenza media è passata dal 20,8 al 13,8 per cento) non ha ancora raggiunto l’obiettivo del 10 per cento fissato dall’Europa e soprattutto mostra ancora un grande divario tra nord e sud, dove la percentuale è comunque assai più alta. Per dare un altro riferimento: dei 556.598 tra ragazze e ragazzi che nel 2016 hanno finito le medie 34.286 sono usciti dal sistema scolastico.

Contro tutto questo l’idea di «Provaci ancora, Sam!» è stata quella di mettere insieme le forze dei Servizi educativi e sociali di Torino, Ufficio scolastico del Piemonte, Compagnia di San Paolo, Ufficio Pio e Fondazione per la Scuola più una rete organizzazioni locali, per sperimentare un nuovo modello di prevenzione. La chiave è in teoria semplice e consiste nell’utilizzare il «tessuto connettivo» di associazioni non a scopo di lucro, oratori, parrocchie e altre realtà simili affinché possano lavorare insieme con le scuole per dare a ciascun ragazzo quel che gli manca: a volte ripetizioni, a volte anche solo un luogo per studiare, a volte aiuto per problemi più gravi. Rafforzamento dell’autostima e delle proprie motivazioni, come principio generale. Ma anche potenziamento delle «competenze di cittadinanza», del concetto di «comunità educante», della collaborazione tra scuola, educatori, volontari. da una parte sul fronte delle elementari (in orario scolastico) e medie, dall’altra su quello delle superiori e delle scuole professionali. In entrambi i casi con il fine di completare il percorso. E farne un punto di partenza solido per la propria vita.

Don Domenico Ricca: serve presenza quotidiana degli adulti

Don Domenico Ricca, intervistato da Avvenire dalla giornalista Marina Lomunno, ha fornito l’ispirazione per l’apertura del giornale del 16 gennaio sul tema della violenza dei ragazzini a Napoli e Torino.

Un giusto tributo all’opera di migliaia di salesiani che lavorano accanto ai giovani “discoli e pericolanti”
Marina Lomunno

Si ringrazia la redazione di Avvenire e la giornalista, Marina Lomunno, per la realizzazione dell’articolo e per la concessione dell’utilizzo.

Il messaggio di Papa Francesco durante la 104° Giornata del Migrante e del Rifugiato.

Domenica 14 gennaio 2018 si è tenuta la 104° Giornata del Migrante e del Rifugiato. Segue il discorso del Santo Padre.

“Accogliere, proteggere, promuovere e integrare
i migranti e i rifugiati”

 

Cari fratelli e sorelle!

«Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio» (Lv 19,34).

Durante i miei primi anni di pontificato ho ripetutamente espresso speciale preoccupazione per la triste situazione di tanti migranti e rifugiati che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dai disastri naturali e dalla povertà. Si tratta indubbiamente di un “segno dei tempi” che ho cercato di leggere, invocando la luce dello Spirito Santo sin dalla mia visita a Lampedusa l’8 luglio 2013. Nell’istituire il nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ho voluto che una sezione speciale, posta ad tempus sotto la mia diretta guida, esprimesse la sollecitudine della Chiesa verso i migranti, gli sfollati, i rifugiati e le vittime della tratta.

Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca (cfr Mt 25,35.43). Il Signore affida all’amore materno della Chiesa ogni essere umano costretto a lasciare la propria patria alla ricerca di un futuro migliore. Tale sollecitudine deve esprimersi concretamente in ogni tappa dell’esperienza migratoria: dalla partenza al viaggio, dall’arrivo al ritorno. E’ una grande responsabilità che la Chiesa intende condividere con tutti i credenti e gli uomini e le donne di buona volontà, i quali sono chiamati a rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità, alacrità, saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie possibilità.

Al riguardo, desidero riaffermare che «la nostra comune risposta si potrebbe articolare attorno a quattro verbi fondati sui principi della dottrina della Chiesa: accogliere, proteggere, promuovere e integrare».

Considerando lo scenario attuale, accogliere significa innanzitutto offrire a migranti e rifugiati possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione. In tal senso, è desiderabile un impegno concreto affinché sia incrementata e semplificata la concessione di visti umanitari e per il ricongiungimento familiare. Allo stesso tempo, auspico che un numero maggiore di paesi adottino programmi di sponsorship privata e comunitaria e aprano corridoi umanitari per i rifugiati più vulnerabili. Sarebbe opportuno, inoltre, prevedere visti temporanei speciali per le persone che scappano dai conflitti nei paesi confinanti. Non sono una idonea soluzione le espulsioni collettive e arbitrarie di migranti e rifugiati, soprattutto quando esse vengono eseguite verso paesi che non possono garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali.Torno a sottolineare l’importanza di offrire a migranti e rifugiati una prima sistemazione adeguata e decorosa. «I programmi di accoglienza diffusa, già avviati in diverse località, sembrano invece facilitare l’incontro personale, permettere una migliore qualità dei servizi e offrire maggiori garanzie di successo». Il principio della centralità della persona umana, fermamente affermato dal mio amato predecessore Benedetto XVI, ci obbliga ad anteporre sempre la sicurezza personale a quella nazionale. Di conseguenza, è necessario formare adeguatamente il personale preposto ai controlli di frontiera. Le condizioni di migranti, richiedenti asilo e rifugiati, postulano che vengano loro garantiti la sicurezza personale e l’accesso ai servizi di base. In nome della dignità fondamentale di ogni persona, occorre sforzarsi di preferire soluzioni alternative alla detenzione per coloro che entrano nel territorio nazionale senza essere autorizzati.

Il secondo verbo, proteggere, si declina in tutta una serie di azioni in difesa dei diritti e della dignità dei migranti e dei rifugiati, indipendentemente dal loro status migratorio. Tale protezione comincia in patria e consiste nell’offerta di informazioni certe e certificate prima della partenza e nella loro salvaguardia dalle pratiche di reclutamento illegale. Essa andrebbe continuata, per quanto possibile, in terra d’immigrazione, assicurando ai migranti un’adeguata assistenza consolare, il diritto di conservare sempre con sé i documenti di identità personale, un equo accesso alla giustizia, la possibilità di aprire conti bancari personali e la garanzia di una minima sussistenza vitale. Se opportunamente riconosciute e valorizzate, le capacità e le competenze dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati, rappresentano una vera risorsa per le comunità che li accolgono. Per questo auspico che, nel rispetto della loro dignità, vengano loro concessi la libertà di movimento nel paese d’accoglienza, la possibilità di lavorare e l’accesso ai mezzi di telecomunicazione. Per coloro che decidono di tornare in patria, sottolineo l’opportunità di sviluppare programmi di reintegrazione lavorativa e sociale. La Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo offre una base giuridica universale per la protezione dei minori migranti. Ad essi occorre evitare ogni forma di detenzione in ragione del loro status migratorio, mentre va assicurato l’accesso regolare all’istruzione primaria e secondaria. Parimenti è necessario garantire la permanenza regolare al compimento della maggiore età e la possibilità di continuare degli studi. Per i minori non accompagnati o separati dalla loro famiglia è importante prevedere programmi di custodia temporanea o affidamento. Nel rispetto del diritto universale ad una nazionalità, questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita. La apolidia in cui talvolta vengono a trovarsi migranti e rifugiati può essere facilmente evitata attraverso «una legislazione sulla cittadinanza conforme ai principi fondamentali del diritto internazionale». Lo status migratorio non dovrebbe limitare l’accesso all’assistenza sanitaria nazionale e ai sistemi pensionistici, come pure al trasferimento dei loro contributi nel caso di rimpatrio.

Promuovere vuol dire essenzialmente adoperarsi affinché tutti i migranti e i rifugiati così come le comunità che li accolgono siano messi in condizione di realizzarsi come persone in tutte le dimensioni che compongono l’umanità voluta dal Creatore. Tra queste dimensioni va riconosciuto il giusto valore alla dimensione religiosa, garantendo a tutti gli stranieri presenti sul territorio la libertà di professione e pratica religiosa. Molti migranti e rifugiati hanno competenze che vanno adeguatamente certificate e valorizzate. Siccome «il lavoro umano per sua natura è destinato ad unire i popoli», incoraggio a prodigarsi affinché venga promosso l’inserimento socio-lavorativo dei migranti e rifugiati, garantendo a tutti – compresi i richiedenti asilo – la possibilità di lavorare, percorsi formativi linguistici e di cittadinanza attiva e un’informazione adeguata nelle loro lingue originali. Nel caso di minori migranti, il loro coinvolgimento in attività lavorative richiede di essere regolamentato in modo da prevenire abusi e minacce alla loro normale crescita. Nel 2006 Benedetto XVI sottolineava come nel contesto migratorio la famiglia sia «luogo e risorsa della cultura della vita e fattore di integrazione di valori». La sua integrità va sempre promossa, favorendo il ricongiungimento familiare – con l’inclusione di nonni, fratelli e nipoti –, senza mai farlo dipendere da requisiti economici. Nei confronti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati in situazioni di disabilità, vanno assicurate maggiori attenzioni e supporti. Pur considerando encomiabili gli sforzi fin qui profusi da molti paesi in termini di cooperazione internazionale e assistenza umanitaria, auspico che nella distribuzione di tali aiuti si considerino i bisogni (ad esempio l’assistenza medica e sociale e l’educazione) dei paesi in via di sviluppo che ricevono ingenti flussi di rifugiati e migranti e, parimenti, si includano tra i destinatari le comunità locali in situazione di deprivazione materiale e vulnerabilità.

L’ultimo verbo, integrare, si pone sul piano delle opportunità di arricchimento interculturale generate dalla presenza di migranti e rifugiati. L’integrazione non è «un’assimilazione, che induce a sopprimere o a dimenticare la propria identità culturale. Il contatto con l’altro porta piuttosto a scoprirne il “segreto”, ad aprirsi a lui per accoglierne gli aspetti validi e contribuire così ad una maggior conoscenza reciproca. È un processo prolungato che mira a formare società e culture, rendendole sempre più riflesso dei multiformi doni di Dio agli uomini». Tale processo può essere accelerato attraverso l’offerta di cittadinanza slegata da requisiti economici e linguistici e di percorsi di regolarizzazione straordinaria per migranti che possano vantare una lunga permanenza nel paese. Insisto ancora sulla necessità di favorire in ogni modo la cultura dell’incontro, moltiplicando le opportunità di scambio interculturale, documentando e diffondendo le buone pratiche di integrazione e sviluppando programmi tesi a preparare le comunità locali ai processi integrativi. Mi preme sottolineare il caso speciale degli stranieri costretti ad abbandonare il paese di immigrazione a causa di crisi umanitarie. Queste persone richiedono che venga loro assicurata un’assistenza adeguata per il rimpatrio e programmi di reintegrazione lavorativa in patria.

In conformità con la sua tradizione pastorale, la Chiesa è disponibile ad impegnarsi in prima persona per realizzare tutte le iniziative sopra proposte, ma per ottenere i risultati sperati è indispensabile il contributo della comunità politica e della società civile, ciascuno secondo le responsabilità proprie.

Durante il Vertice delle Nazioni Unite, celebrato a New York il 19 settembre 2016, i leader mondiali hanno chiaramente espresso la loro volontà di prodigarsi a favore dei migranti e dei rifugiati per salvare le loro vite e proteggere i loro diritti, condividendo tale responsabilità a livello globale. A tal fine, gli Stati si sono impegnati a redigere ed approvare entro la fine del 2018 due patti globali (Global Compacts), uno dedicato ai rifugiati e uno riguardante i migranti.

Cari fratelli e sorelle, alla luce di questi processi avviati, i prossimi mesi rappresentano un’opportunità privilegiata per presentare e sostenere le azioni concrete nelle quali ho voluto declinare i quattro verbi. Vi invito, quindi, ad approfittare di ogni occasione per condividere questo messaggio con tutti gli attori politici e sociali che sono coinvolti – o interessati a partecipare – al processo che porterà all’approvazione dei due patti globali.

Oggi, 15 agosto, celebriamo la solennità dell’Assunzione di Maria Santissima in Cielo. La Madre di Dio sperimentò su di sé la durezza dell’esilio (cfr Mt 2,13-15), accompagnò amorosamente l’itineranza del Figlio fino al Calvario e ora ne condivide eternamente la gloria. Alla sua materna intercessione affidiamo le speranze di tutti i migranti e i rifugiati del mondo e gli aneliti delle comunità che li accolgono, affinché, in conformità al sommo comandamento divino, impariamo tutti ad amare l’altro, lo straniero, come noi stessi.

Dal Vaticano, 15 agosto 2017

Solennità dell’Assunzione della B.V. Maria

 

FRANCESCO

A.A.A. volontario tutore Msna cercasi: ecco la risposta del Piemonte

La fotografia del nostro Paese è sempre più nitida sul tema Minori Stranieri Non Accompagnati: oltre 17.000 sono i migranti minori senza famiglia in Italia. Nel 2016, secondo il ministero del’Interno, sono sbarcati in Italia 25.846 minori stranieri non accompagnati, più del doppio dei 12.360 dell’anno precedente (+108%). I minori soli sono il 14% dei 181.436 migranti sbarcati sulle nostre coste.
Così, nella scorsa primavera, arriva una legge che rivede in maniera organica l’accoglienza dei MSNA. La legge n. 47 del 7 aprile 2017, infatti, mira a rafforzare le tutele garantite ai minori stranieri non accompagnati, oggetto spesso di traffici da parte di organizzazioni criminali e assicurare una maggiore omogeneità nell’applicazione della normativa. L’affidamento famigliare sarà la prima risposta da dare a questi ragazzi, mentre in ogni Tribunale arriverà un albo di tutori volontari.

La risposta della compagine piemontese a questa emergenza è stata immediata: oltre duecento le candidature dei cittadini (giornalisti, pensionati, medici, avvocati e tanti altri) ai bandi emanati in estate per il reclutamento
dei tutori.

I Salesiani, che da sempre si occupano di minori (nello specifico, una trentina di MSNA a Torino sono affidati ai salesiani), hanno diffuso in questi mesi grazie a Salesiani per il sociale (Scs/Cnos), l’ente della congregazione che si occupa delle strutture professionali, case famiglia, comunità alloggio, centri diurni di accoglienza, servizi educativi territoriali in tutta Italia, in cui, ogni giorno, viene seguito e portato il genio educativo di Don Bosco,  un utile opuscolo sulla figura del tutore volontario.

Inoltre, qui di seguito, un’ampia e lucida analisi sul tema, apparsa su “Avvenire” del 10 Settembre 2017, a cura della giornalista A. Mariani e M. Lomunno.

 

Servizio Civile 2017/2018 – Moduli online

Sono scaricabili online i modelli per la gestione del personale di Servizio Civile:

Modello ORGANIZZAZIONE GUIDA AUTOMEZZI 2017

Modello PATTO di SERVIZIO 2017

Modello REGISTRO ATTIVITA’ VOLONTARIO 2017

Modello REGISTRO FORMAZIONE SPECIFICA 2017

Modello REGISTRO PRESENZE MENSILI VOLONTARIO 2017

Modello RICHIESTA DI PERMESSO 2017

Modello TEMPORANEA MODIFICA SEDE 2017

La festa dei vicini – A casa di Zia Jessy

Il Condominio Solidale “A casa di Zia Jessy” partecipa anche quest’anno all’iniziativa che la Città di Torino propone agli abitanti, La Festa dei Vicini. Festa dalle origini francesi, ha un ambizione molto semplice: sviluppare la convivialità rafforzando i legami.

Il condominio è una struttura pubblica, sita in via Romolo Gessi, ma in realtà vuole essere un “luogo”: un posto dove incontrarsi, raccontarsi e conoscersi; un posto dove il nome delle persone, la loro storia e chi ci abita è posto al centro.

Il programma della giornata:

  • ore 10 - 12,30

    BookCrossing
    Distribuzione gratuita di libri, lasciati nell’ambiente naturale, compreso quello urbano, affinché possano essere trovati e letti da altre persone, per poi ricollocarli “into the wild”.

  • ore 15,30

    Apertura del Giardino Condominiale
    Porta con te un fiore, una piantina in vaso, o anche solo un seme da piantare. Aiuta anche tu a rendere il condominio più colorato.

  • ore 19,00

    Cena condivisa
    Gli abitanti e i loro amici si incontreranno nel cortile per condividere una cena tra piatti regionali, etnici, chiacchiere ed allegria.

I vicini devono fare come le tegole del tetto, a darsi l’acqua l’un l’altro. (G.Verga)

 

 

1 e 2 Settembre: Appuntamenti di Inizio anno Pastorale

Nella pomeriggio del 1 settembre e nella mattinata del 2 settembre, si terranno a Valdocco gli oramai tradizionali appuntamenti di Inizio Anno Pastorale.

La prima giornata sarà dedicata all’incontro dei Consigli delle CEP (Comunità Educative Pastorali) delle diverse opere, mentre il giorno successivo sarà l’occasione di ritrovo per tutti i confratelli dell’Ispettoria nella Assemblea Ispettoriale.

Il programma della due giorni è il seguente:

Venerdì 1 settembre 2017 – Valdocco
CONSIGLI DELLE CEP

Ore 14.30: preghiera e inizio lavori

Ore 15.00: “I giovani: sono diversi dai giovani di una volta? Quali sfide pongono alle nostre comunità?” – don Vincenzo Salerno (Direttore del dipartimento di Pedagogia sociale dello IUSVE – Direttore della Comunità per adolescenti ‘La Viarte’ di Santa Maria La Longa)

Ore 16.00: dibattito e confronto

Ore 16.30: pausa

Ore 17.00: confronto guidato divisi per case

Ore 18,45: Conclusioni dell’Ispettore

Ore 19,10: Vespri

Ore 19,30: Cena

Sabato 2 settembre 2017 – Valdocco
ASSEMBLEA DEI CONFRATELLI

Ore 09.00: preghiera e inizio lavori

Ore 09.30: “Il Sinodo e il cammino della Chiesa Italiana” – don Michele Falabretti  (direttore dell’ufficio CEI di Pastorale giovanile)

Ore 10.30: dibattito e confronto

Ore 11.00: pausa

Ore 11.30: incontro con l’Ispettore

Ore 12.30: pranzo

Spazio Anch’io Incontra la Sindaca Chiara Appendino (30 Agosto)

Il 30 di agosto 2017, alle ore 15:00, la sindaca di Torino, Chiara Appendino, visiterà lo Spazio Anch’io, Servizio socio educativo dell’Oratorio Salesiano San Luigi all’interno del Parco del Valentino: una occasione di Istituzioni e cittadini a confronto su giovani, immigrazione, educazione, fede.

Articolo di Torino Cronaca (18/08/2017)

 

Comunicato Stampa dell’Oratorio Salesiano San Luigi

Con la presente vi invitiamo il giorno 30 di agosto 2017, alle ore 15:00 presso il Servizio socio educativo dell’Oratorio Salesiano San Luigi SPAZIO ANCH’IO, aperto anche nel mese di agosto, per partecipare alla visita del Sindaco di Torino, Chiara Appendino.

La giornata vuole essere un momento di riflessione su dieci anni di attività educative effettuate presso il Progetto del Valentino; sono previste testimonianze dei ragazzi che hanno frequentato e frequentano il Servizio e momenti di confronto con il Sindaco della nostra Città.

Siete pregati di rispondere alla e mail per confermare la Vostra presenza.

Grazie a presto.

*ISTITUTO SAN GIOVANNI EVANGELISTA
*via Madama Cristina 1 -10125 Torino TO
Codice Fiscale e Partita IVA 01763080015

*ORATORIO SALESIANO SAN LUIGI*
via Ormea 4 – 10125 Torino TO

Telefono +39 011 6590670
Cellulare Sportello lavoro ed educativa di strada +39 366/6572349
Fax +39 011 0703992

e-mail oratorio@sanluigitorino.org
www.sanluigitorino.org

Servizio Civile Nazionale: pubblicate le graduatorie

Sono state pubblicate le graduatorie relative ai 6 progetti presentati da Federazione SCS CNOS (Salesiani per il Sociale) del Servizio Civile Nazionale, Bando 2017, presso le sedi salesiane del Piemonte e Valle d’Aosta:

E se Don Bosco ti scrivesse su whatsapp?

Da oggi in rete l’ebook dal titolo “Cosa ti direbbe lui? 30 cit.Azioni alla #DonBosco maniera”, una pubblicazione voluta e realizzata dall’ufficio nazionale Salesiani per il Sociale – Federazione SCS/CNOS a cura di Mariana Ciavarro, pedagogista sociale e animatrice, e Stefania Gagliano, illustratrice d’infanzia e cooperatrice salesiana. Un modo digital per celebrare il mese dedicato al santo dei giovani con 30 consigli di Don Bosco, riletti in chiave moderna e adatti ad ogni situazione del giorno.

Non una raccolta delle citazioni di Don Bosco, come già altri hanno fatto, ma pensieri e riflessioni che parlano alla quotidianità di tutti, mediante un dialogo con quel “padre, maestro ed amico” che tiene davvero alla felicità di ognuno.  E perché non farlo con un mezzo moderno come le chat? L’ebook contiene 30 situazioni in cui ciascuno può trovarsi, in qualunque età della vita.

«Abbiamo pensato a questo ebook per celebrare il nostro “padre, maestro ed amico” Don Bosco, “l’apostolo della buona stampa” come fu definito per la sua grande produzione letteraria, buona parte della quale a favore dei giovani – ha sottolineato Don Giovanni D’Andrea, presidente di Salesiani per il Sociale. «Realizzando questo ebook crediamo di essere dentro il solco della memoria ed allo stesso tempo dell’innovazione, dello stare “al passo coi tempi”. Ci auguriamo possano essere da stimolo per una riflessione che aiuti il cammino della vita a partire dall’interiorità di ciascuno».

L’ebook è scaricabile gratuitamente  in formato epub (per lettori di libri digitali) o in pdf (per dispositivi Windows o Macintosh).