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Una nuova pubblicazione salesiana: il “Bollettino Salesiano OnLine” – ANS

Pubblicato oggi, 31 gennaio 2023, il “Bollettino Salesiano OnLine”, un progetto del Rettor Maggiore in sette lingue unicamente online, che fungerà da rivista mensile per continuare una tradizione che viene dai tempi di Don Bosco.

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Dalla notizia ANS:

Domani, 31 di gennaio, nella Festa di San Giovanni Bosco, sarà lanciata una nuova pubblicazione ufficiale della Congregazione Salesiana, denominata “Bollettino Salesiano OnLine”. È un progetto del Rettor Maggiore e sarà pubblicato in sette lingue unicamente online, come afferma anche il nome.

Avrà il suo ruolo al fianco gli altri canali salesiani di comunicazione. Se il sito sdb.org è il sito istituzionale della Congregazione e il sito infoans.org dell’Agenzia iNfo Salesiana (ANS) offre notizie quotidiane, il sito del Bollettino Salesiano OnLine (BSOL) sarà una rivista mensile che continuerà una tradizione che viene dai tempi di Don Bosco.

È una ripresa delle indicazioni del santo fondatore che, infatti, nel Capitolo Superiore del 17 settembre 1885, aveva stabilito alcuni aspetti fondamentali per il Bollettino Salesiano:

“Il Bollettino non dev’essere un foglio particolare per ciascuna regione, come Francia, Spagna, Italia ecc., ma dev’essere l’organo generale di tutte queste regioni, cioè dell’Opera salesiana non in particolare, ma in generale. Le notizie siano raccolte in modo che tutte le regioni diverse vi abbiano interesse e che tutte le edizioni in varie lingue siano identiche. Per questo fine in tutte le varie lingue siano stampati nella casa madre, perché così si darà l’indirizzo uguale a tutti”. (MB XVII,668)

Se all’inizio Don Bosco parlava di alcuni Paesi, oggi la Congregazione Salesiana è presente in 135 nazioni nel mondo. La tecnologia odierna permette di arrivare a comunicare in tempo reale in un modo impensabile fino pochi anni fa. Avere la possibilità di usare questi strumenti per trasmettere il carisma salesiano è una grande opportunità che non va tralasciata. Si parte con le lingue più diffuse nella Congregazione: inglese, italiano, spagnolo, francese, portoghese, polacco, tedesco. Per le altre lingue si potranno usare – per adesso – i servizi gratuiti di traduzione dei siti web (la procedura è indicata anche nel nuovo sito).

Qual è il suo scopo? Nient’altro che quello definito nell’articolo 41 dei Regolamenti salesiani:

“Il Bollettino salesiano, fondato da Don Bosco, diffonde la conoscenza dello spirito e dell’azione salesiana, specialmente di quella missionaria ed educativa. Si interessa ai problemi dei giovani, incoraggia la collaborazione e cerca di suscitare vocazioni. È inoltre uno strumento di formazione e un vincolo di unità per i vari gruppi della Famiglia Salesiana. Viene redatto secondo le direttive del Rettor Maggiore e del suo Consiglio in varie edizioni e lingue.”

E quale sarebbe lo spirito salesiano? Un’imparziale definizione la ricordiamo proprio dai tempi di Don Bosco da parte del Cardinale Lucido Maria Parocchi, Vicario di Sua Santità, alla fine di una conferenza ai Salesiani Cooperatori nella chiesa di Santa Francesca Romana tenuta da Don Bosco l’8 maggio 1884.

«Che cosa, dunque, di speciale vi sarà nella Congregazione Salesiana? Quale sarà il suo carattere, la sua fisionomia? Se ne ho ben compreso, se ne ho bene afferrato il concetto, se non mi fa velo all’intelligenza, il suo scopo, il suo carattere speciale, la sua fisionomia, la sua nota essenziale, è la Carità esercitata secondo le esigenze del nostro secolo: Nos credidimus caritati; Deus caritas est, e si rivela per mezzo della Carità. Il secolo presente soltanto colle opere di Carità può essere adescato, e tratto al bene.

Il mondo ora null’altro vuole conoscere e conosce, fuorché le cose materiali; nulla sa, nulla vuol sapere delle cose spirituali. Ignora le bellezze della fede, disconosce le grandezze della religione, ripudia le speranze della vita avvenire, rinnega lo stesso Iddio. Potrà un cieco giudicar dei colori, un sordo intendere le sublimi armonie di un Beethoven o di un Rossini, un cretino giudicar delle bellezze di un’arte? Così è il secolo presente: cieco, sordo, senza intelligenza per le cose di Dio e per la Carità. Questo secolo comprende della Carità soltanto il mezzo e non il fine ed il principio. Sa fare l’analisi di questa virtù, ma non sa comporne la sintesi. Animalis homo non percipit quae sunt spiritus Dei; così S. Paolo. Dite agli uomini di questo secolo: Bisogna salvare le anime che si perdono, è necessario istruire coloro che ignorano i principii della religione, è uopo far elimosina per amor di quel Dio, che un giorno premierà largamente i generosi; e gli uomini di questo secolo non capiscono.

Bisogna dunque adattarsi al secolo, il quale vola terra terra. Ai pagani Dio si fa conoscere per mezzo della legge naturale; si fa conoscere agli Ebrei col mezzo della Bibbia; ai Greci scismatici per mezzo delle grandi tradizioni dei Padri; ai Protestanti per mezzo del Vangelo: al secolo presente si fa conoscere colla CaritàNos credidimus caritati.

Dite a questo secolo:

Vi tolgo i giovani dalle vie perché non siano colti sotto i tramvai, perché non cadano in un pozzo; li ritiro in un ospizio perché non logorino la loro fresca età nei vizi e nei bagordi; li raduno nelle scuole per educarli perché non diventino il flagello della società, non cadano in una prigione; li chiamo a me e li vigilo perché non si cavino gli occhi gli uni gli altri, e allora gli uomini di questo secolo capiscono ed incominciano a credere: Et nos cognovimus et credidimus caritati, quam habet Deus in nobis.» (MB XVII, 94-95)

Rettor Maggiore: “La missione dei salesiani è stare sempre accanto ai giovani” – Avvenire

Il Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, è stato intervistato da Avvenire sull’impegno pastorale dei salesiani e la realtà della congregazione oggi. Di seguito l’articolo.

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Artime: «La missione dei salesiani è stare sempre accanto ai giovani»

Il Rettor Maggiore illustra l’impegno pastorale della congregazione. «Anche un solo caso di abuso è terribile. Siamo vicini alle vittime»

 

L’8 dicembre 1844, don Giovanni Bosco, fondatore della Congregazione salesiana, inaugurava nella periferia di Torino un “oratorio” dedicato proprio a san Francesco di Sales.

Era il nucleo di quella che è diventata la “cittadella” di Valdocco. Dove “tutto è cominciato”. Qui un gruppo di giornalisti incontra il decimo successore del grande santo dei giovani, don Ángel Fernández Artime, spagnolo delle Asturie, figlio di pescatori.

Vengono da Roma grazie all’iniziativa di don Giuseppe Costa, segretario del rettor maggiore e co-portavoce della Congregazione, e sotto la sapiente guida di don Mike Pace visiteranno i luoghi più cari al mondo salesiano, Valdocco appunto con l’annesso Museo Casa don Bosco rinnovato di recente, poi Castelnuovo d’Asti oggi Castelnuovo don Bosco, dove Giovannino venne battezzato nella stessa chiesa dove ricevettero il primo Sacramento anche san Giuseppe Cafasso e il beato Giuseppe Allamano, e quindi il monumentale complesso a Colle don Bosco, edificato dove nacque il santo e dove si sono formate generazioni e generazioni di missionari poi partiti per ogni angolo del mondo.

«In quasi nove anni, gran parte dei quali trascorsi in giro per il mondo, a visitare le missioni, – esordisce don Angel – ho potuto toccare con mano il bene grandissimo che i nostri confratelli fanno, insieme con tutta la Chiesa e con tante persone di buona volontà. Lo dico senza trionfalismi: credo che oggi siamo una congregazione serena, che può guardare al futuro con speranza».

Lo confortano alcuni dati. Attualmente sono 14.000 i Salesiani di don Bosco, presenti in 134 Paesi, che presto diventeranno 136. Sono tra i 440 e i 460 i novizi che ogni anno pronunciano la prima Professione, con un rapporto «molto buono» di un giovane in formazione ogni 4,2 salesiani.

Don Angel parla della presenza della Congregazione in Ucraina sia nella comunità di rito latino che in quella di rito greco-cattolico. In quest’anno di guerra, racconta,

«i nostri confratelli in Ucraina sono molto coraggiosi, alcuni di loro sono sempre alle frontiere e in prima linea, per portare medicinali e aiuti. Non abbiamo perso nessun salesiano, ma la realtà è durissima. A novembre ho potuto visionare le foto della prima linea di guerra: non posso immaginare come nel XXI secolo si possa causare tanto danno umano».

Il Rettor Maggiore fa cenno anche alla presenza, discreta, nella Cina continentale dove vi sono «alcuni salesiani», conosciuti come tali dalle autorità, che svolgono una attività professionale.

«Ad esempio – specifica – abbiamo un italiano che da anni lavora con i lebbrosi e un eccellente professore di lettere classiche che vive in un campus universitario».

Durante l’incontro c’è spazio anche per particolarmente temi delicati, come il triste fenomeno degli abusi sui minori. Don Angel è chiaro e netto:

«per noi che abbiamo promesso a Dio e pubblicamente di consegnare la nostra vita per il bene dei ragazzi, anche soltanto un caso di abuso è terribile. Per quanto riguarda noi salesiani, qualunque caso che ci arriva non lo lasciamo dormire: si fa subito un processo sul posto in cui è accaduto per chiarire. Poi si presenta il caso alle autorità di Roma».

Detto questo il rettor maggiore aggiunge:

«È importante assicurare la giustizia per le vittime, ma se una persona è innocente gettarlo in pasto al pubblico è radicalmente ingiusto, perché la sua reputazione non sarà più come prima. Noi crediamo tantissimo nella giustizia riparativa: bisogna incontrare le vittime, vedere i loro bisogni e qual è la loro richieste di giustizia».

Interpellato su quelle che Papa Francesco definisce le “colonizzazione ideologiche” e sul tema del “gender”, il rettor maggiore dei Salesiani ha ricordato che

«la cosa più importante è il rispetto della persona. Non si possono trattare questi temi così delicati in un modo superficiale. La persona è la realtà più sacra che abbiamo: la Chiesa deve essere capace di misericordia, di ascolto, di accoglienza, di comprensione, il che non significa benedire o giustificare tutto».

Riguardo alla questione di come trasmettere la fede alle giovani generazioni, don Angel osserva:

«Rispetto al tempo di don Bosco, tutto è cambiato, ma, nello stesso tempo, nulla è cambiato». Dunque, anche in una società profondamente diversa sa quella di metà Ottocento, «non muta il nostro centro: una fede vissuta nella trasparenza, con declinazioni che, naturalmente, mutano da realtà a realtà».

Senza cadere nel proselitismo, d’altronde impossibile in realtà come i Paesi musulmani e induisti, ma senza rinunciare a proporre la propria testimonianza di fede.

«L’importante – rimarca – è che non ci vergognamo di fare proposte. Poi ciascuno, secondo la propria libertà e interesse, sceglie. Quando questo accade, a me dà tanta tranquillità».

Infine don Angel sottolinea che il lavoro dei salesiani si svolge non solo nel classico oratorio ma anche con altre modalità, determinate dalla realtà. Con i centri giovanili e con le scuole, con le case per i ragazzi di strada e per le ragazze sfruttate sessualmente, nelle 2800 parrocchie affidate alla Congregazione, in 92 istituzioni universitarie. E anche, ci tiene a sottolinearlo, nei campi profughi come quelli di Kakuma in Kenya, di Palabek in Uganda e di Juba in Sud Sudan:

«Lavoriamo per la formazione professionale dei giovani, perché non rimangano lì ma imparino un mestiere e appena possibile possano lasciare quei campi».

Presentazione Strenna 2023 del Rettor Maggiore

Martedì 27 dicembre è stata presentata la Strenna 2023 del Rettor MaggioreDon Ángel Fernández Artime, in diretta streaming mondiale. Il tema di quest’anno è “COME LIEVITO NELLA FAMIGLIA UMANA DI OGGI. La dimensione laicale della Famiglia di Don Bosco”, di seguito la notizia e un resoconto di tutti i temi delle Strenne degli ultimi 25 anni a cura del sito ANS.

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Sin dai tempi di Don Bosco, il messaggio della Strenna accompagna la vita delle comunità salesiane in tutto il mondo, come una linea-guida che traccia percorsi di educazione, evangelizzazione e sviluppo in rapporto ai segni dei tempi e alla vita della Chiesa. Per questo la presentazione del messaggio della Strenna del Rettor MaggioreDon Ángel Fernández Artime, è un momento atteso con vivo interesse da tutta la Famiglia Salesiana.

Quest’anno è stato presentato martedì 27 dicembre alle ore 16:00 in diretta streaming mondiale, come da tradizione nel corso di una visita di cortesia del Rettor Maggiore alla comunità della Casa Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA).

Il tema di quest’anno è “COME LIEVITO NELLA FAMIGLIA UMANA DI OGGI. La dimensione laicale della Famiglia di Don Bosco” ed è possibile rivivere la presentazione completa sul canale YouTube di ANS:

Si riportano, di seguito, i temi delle Strenne degli ultimi 25 anni:

  • Don Juan E. Vecchi
    1997 – Con lo sguardo fisso in Gesù, primogenito di molti fratelli, aiutiamo i giovani ad accoglierlo nella fede
    1998 – «Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo». Volgiamo a Lui con amore di figli, per essere con i giovani costruttori di fraterna solidarietà
    1999 – Nella speranza siamo stati salvati: riscopriamo con i giovani la presenza dello Spirito nella Chiesa e nel mondo, per vivere e operare con fiducia nella prospettiva del regno
    2000 – Nel nome di Cristo, nostra pace, lasciatevi riconciliare
    2001 – Cristo dono per tutti. Come frutto del giubileo ravviviamo lo spirito e la solidarietà missionaria
  • Don Pascual Chávez Villanueva
    2002 – «Duc in altum»: al mare aperto e verso il profondo
    2003 – La casa e la scuola della comunione
    2004 – Riproponiamo a tutti i giovani la gioia e l’impegno della santità
    2005 – Ringiovanire il volto della Chiesa, che è la Madre della nostra fede
    2006 – Assicurare una speciale attenzione alla famiglia
    2007 – Per una vera cultura della vita umana
    2008 – Educhiamo con il cuore di don Bosco
    2009 – Impegniamoci a fare della Famiglia Salesiana un vasto movimento di persone per la salvezza dei giovani
    2010 – A imitazione di don Rua, come discepoli autentici e apostoli appassionati portiamo il Vangelo ai giovani
    2011 – Venite e vedrete
    2012 – Conoscendo e imitando Don Bosco, facciamo dei giovani la missione della nostra vita
    2013 – «Rallegratevi nel Signore sempre: ve lo ripeto ancora, rallegratevi» (Fil 4,4). Come Don Bosco educatore, offriamo ai giovani il Vangelo della gioia attraverso la pedagogia della bontà
    2014 – «Da mihi animas, cetera tolle». Attingiamo all’esperienza spirituale di Don Bosco, per camminare nella santità secondo la nostra specifica vocazione. «La gloria di Dio e la salvezza delle anime»
  • Don Ángel Fernández Artime
    2015 – Come don Bosco, con i giovani, per i giovani
    2016 – Con Gesù, percorriamo insieme l’avventura dello Spirito!
    2017 – Siamo famiglia! Ogni casa, scuola di vita e di amore
    2018 – «Signore, dammi di quest’acqua» (Gv 4,15). Coltiviamo l’arte di ascoltare e di accompagnare
    2019 – «Perché la mia gioia sia in voi» (Gv 15,11). La santità anche per te
    2020 – Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra» (Mt 6,10). «Buoni cristiani e onesti cittadini»
    2021 – Mossi dalla speranza: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5)
    2022 – Fate tutto per amore, nulla per forza (S. Francesco di Sales)

L’incontro dei Consigli Generali dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Valdocco

Dall’Agenzia ANS di Torino:

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Si è rinnovato ancora una volta nel pomeriggio di ieri, giovedì 22 dicembre, il fraterno incontro del Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco (SDB) e del suo Consiglio Generale, con la Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) e il suo Consiglio Generale. L’appuntamento si è realizzato presso la Casa Madre dei Salesiani, a Valdocco, ed è stato caratterizzato dal consueto clima di amicizia e di condivisione della spiritualità salesiana.

L’incontro, che è stato coordinato dal Vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio, è ormai da anni una tradizione consolidata tra i due Consigli Generali, che si rinnova a cadenza semestrale, in estate e in inverno, quando entrambi gli organi si ritrovano per le rispettive sessioni plenarie.

A caratterizzare quest’incontro sono stati in particolare due elementi: in primo luogo, la celebrazione di ringraziamento in prossimità del Natale, che ha indirizzato i momenti comuni e i tempi di confronto nello spirito di una condivisione comunitaria e fraterna; e in secondo luogo, una condivisione sull’animazione vocazionale.

Il programma ha previsto in apertura l’accoglienza della Madre Generale, Madre Chiara Cazzuola, e delle sue Consigliere, alle 16 dell’ora locale.

Nelle sue parole di accoglienza il Rettor Maggiore ha parlato

del senso di gratitudine e semplicità per tutti i membri dei due Consigli per il dono di stare insieme nella casa del nostro padre Don Bosco, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, luogo che ci parla delle nostre radici e della nostra storia. Trovarci qui a nome di Don Bosco e Madre Mazzarello ci fa tanto bene e ci dà un grande senso di famiglia. Una vera testimonianza di fraternità per tutta la Famiglia Salesiana. Con tutto il cuore e affetto, benvenute.

Madre Chiara Cazzuola, da parte sua, ha risposto:

Siamo molte contente di essere qui. Veramente ci sentiamo a casa. Don Ángel è un segno di comunione e unità per tutti noi. È molto bello stare qui, e insieme guardare il futuro.

Durante l’assemblea comunitaria don Miguel Angel García Morcuende, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, ha guidato una sessione sul tema della animazione vocazionale, principio ispiratore e traguardo della Pastorale Giovanile Salesiana. Ha sottolineato la importanza di fare “l’animazione vocazionale all’interno della pastorale giovanile, e ha invitato tutti a guardare questo momento della storia della Congregazione Salesiana e dell’Istituto delle FMA come grande opportunità per promuovere la “cultura vocazionale”: con la preghiera insistente e con la testimonianza appassionata della vocazione che Dio dona a ciascuno.

Ha anche ricordato che tutti i Salesiani e le FMA sono cuore, memoria e garanti non solo del carisma salesiano, ma anche della propria vocazione, e che il vero motore della nostra vita consacrata è la sequela di Gesù Cristo. Ancora, ha aggiunto che bisogna saper custodire la presenza salesiana in mezzo ai giovani e ha sottolineato l’importanza del rinnovamento e la rivitalizzazione della vita comunitaria, il ruolo centrale della comunità educativa pastorale e la fiducia nel cuore generoso dei giovani.

Dopo la presentazione di don García Morcuende, suor Runita Borja, Consigliera per la Pastorale Giovanile delle FMA, ha aperto un momento per la condivisione a partire da alcune domande, principalmente su quale sono i segni di speranza presenti nell’animazione vocazionale delle due Congregazioni.

Il momento fraterno ha raggiunto il suo apice con la celebrazione dell’Eucaristia presieduta dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, all’interno delle Camerette di Don Bosco. Nella sua omelia il Rettor Maggiore ha sottolineato la importanza di “dare il meglio di noi a Dio e ai giovani”. Ha ricordato che Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice hanno in Don Bosco e Madre Mazzarello due esempi di santi che hanno vissuto con grande semplicità e generosità.

Alle volte – ha sottolineato il Rettor Maggiorec’è il rischio umano. Noi abbiamo fatto la scelta più preziosa nella vita religiosa: abbiamo consegnato la nostra vita a Dio. Succede alle volte che nel nostro quotidiano dimentichiamo di essere generosi, che le nostre energie vanno spese per servire l’altro”.

Quindi, ha concluso ricordando che Maria, la Madre di Gesù, è l’esempio della vera e generosa consegna a Dio e agli altri.

Questo tempo di preziosa e ricca condivisione è terminato dopo la celebrazione con l’agape fraterna e lo scambio dei regali.

Prima proiezione mondiale della Strenna 2023 del Rettor Maggiore

Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, presenterà il messaggio della Strenna 2023 – “COME LIEVITO NELLA FAMIGLIA UMANA DI OGGI. La dimensione laicale della Famiglia di Don Bosco” – martedì 27 dicembre, alle ore 16:00 (UTC+1), in diretta mondiale via streaming.

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Sin dai tempi di Don Bosco il messaggio della Strenna accompagna la vita delle comunità salesiane in tutto il mondo, come una linea-guida che traccia percorsi di educazione, evangelizzazione e sviluppo in rapporto ai segni dei tempi e alla vita della Chiesa. Per questo la presentazione del messaggio della Strenna è un momento atteso con vivo interesse da tutta la Famiglia Salesiana. Per l’anno che verrà, il messaggio è già pronto, all’insegna del motto individuato dal Rettor Maggiore: “COME LIEVITO NELLA FAMIGLIA UMANA DI OGGI. La dimensione laicale della Famiglia di Don Bosco”. E anche l’appuntamento è già fissato: martedì 27 dicembre, alle ore 16:00 (UTC+1), in diretta mondiale via streaming.

Seguendo l’ormai consolidata tradizione, il X Successore di Don Bosco, Don Ángel Fernández Artime, presenterà il messaggio nel corso di una visita di cortesia alla comunità della Casa Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA).

Lì, alla presenza della Madre Generale delle FMA, Madre Chiara Cazzuola, delle sue consorelle del Consiglio Generale FMA, della comunità della Casa Generalizia, e di alcuni membri del suo Consiglio Generale, il Rettor Maggiore offrirà in primo luogo una breve presentazione a braccio del testo della Strenna per il 2023.

Successivamente verrà proiettato il video che accompagna e illustra il significato del messaggio della Strenna con la potenza delle immagini.

La spiegazione del messaggio proseguirà poi con un’intervista nella quale Don Á.F. Artime risponderà alle domande di due esponenti della Famiglia Salesiana – una suora FMA e una Salesiana Cooperatrice. Grazie alle loro domande, e alle risposte sempre puntuali del Rettor Maggiore, sarà possibile addentrarsi a conoscere dettagli, risvolti e molteplici letture del messaggio.

Tutto questo sarà reso accessibile a tutti gli interessati attraverso la diretta streaming sui canali social di ANS – la pagina Facebook e il canale YouTube – dove verranno trasmessi sia il video, sia gli altri momenti della presentazione, in cinque lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese e portoghese.

Valdocco: Conferenza Stampa del Rettor Maggiore con i giornalisti, un dialogo a 360° sulla realtà salesiana di oggi

Il 16 dicembre scorso il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha tenuto una Conferenza Stampa con i giornalisti partecipanti al “Press Tour” organizzato dal Co-portavoce della Congregazione Salesiana, don Giuseppe Costa, SDB. La Conversazione ha toccato la realtà salesiana di oggi a 360°. Di seguito la notizia a cura del sito ANS.

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Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani, ha incontrato nel primo pomeriggio del 16 dicembre 2022, a Torino-Valdocco, i giornalisti partecipanti al “Press Tour” organizzato dal Co-portavoce della Congregazione Salesiana, don Giuseppe Costa, SDB.

Si è trattato di un momento molto arricchente di dialogo e di confronto tra il gruppo di 30 giornalisti accreditati presso la Sala Stampa Vaticana e la Stampa Estera Italiana e il Rettor Maggiore, che nell’occasione ha potuto illustrare loro la realtà odierna della Congregazione e che ha risposto con franchezza e apertura a tutte le loro domande.

La sessione è stata aperta dalle parole di benvenuto di don Costa ai vari vaticanisti e giornalisti esperti della comunicazione religiosa ed ecclesiale convenuti a Valdocco, “un gruppo estremamente qualificato e unito da una comune simpatia verso la figura di Don Bosco” come espresso dal Co-portavoce della Congregazione Salesiana.

Nella prima parte della Conferenza Stampa Don Á.F. Artime ha spiegato il suo servizio di animazione e governo della Congregazione, una realtà di 14mila salesiani in 134 nazioni – ancora in fase di espansione verso nuove frontiere missionarie – e che, pur “senza trionfalismi”, può vantare ancora ogni anno circa 450 novizi che emettono la prima professione e una media di un giovane salesiano in formazione ogni 4,2 Figli di Don Bosco.

Parlando di sé e dei suoi impegni, il Rettor Maggiore ha sottolineato la sua buona conoscenza della realtà salesiana globale, avendo egli viaggiato in 110 Nazioni negli ultimi 9 anni.

Quindi ha rimarcato gli inizi dell’opera salesiana ed elogiato la scelta di aver sviluppato un simile “press tour” sui passi di Don Bosco a Torino e dintorni, quei Luoghi Salesiani che il Capitolo Generale 27° del 2014 – in cui egli è stato eletto – ha indicato come spazio privilegiato da tutelare.

Terminata la fase della presentazione, il Rettor Maggiore ha risposto a tutti gli interrogativi ricevuti. Ha parlato della permanenza dei salesiani in Ucraina accanto ai bisognosi, portando cibo e medicine anche nei territori più a rischio; e del grande sforzo di accoglienza che ha coinvolto anche i Paesi limitrofi, e l’intera Europa, anche in collaborazione con gli altri gruppi della Famiglia Salesiana.

Quindi ha parlato anche della presenza salesiana animata dall’Ispettoria “Maria Ausiliatrice” con sede con le sue opere a Hong Kong, Taiwan e Macao e il servizio qualificato di alcuni salesiani nel continente, in accordo con le autorità locali.

Sull’esperienza della pandemia ha confessato che il lockdown è stato pesante per tutti, in Europa, dove lui stesso ha sperimentato la difficoltà e la separazione dagli effetti; ma ancor più in quei Paesi – molti dei quali con una vasta presenza salesiana – dove milioni di persone vivono di economia informale, e nei quali la scelta di tante persone è stata preferire il rischio di morire contagiati da Covid-19 alla quasi certezza di morire di fame se fossero rimaste in casa.

Al tempo stesso la pandemia ha generato, in positivo, una grande ondata di generosità globale, con le Procure Missionarie e le organizzazioni salesiane che in tutto il mondo hanno saputo gestire, nella massima trasparenza, 12 milioni di euro di aiuti. Così come si è assistito ad un fiorire di creatività giovanile che attraverso i mezzi di comunicazione ha cercato di sopperire all’assenza di contatto umano.

In quest’epoca di post-Covid-19 c’è da segnalare sia la ripresa delle tradizionali attività di animazione in presenza; sia gli apostolati in linea con la Laudato Si’ e l’ecologia integrale e il Patto Globale per l’Educazione di Papa Francesco.

In risposta ad una domanda sulla politica salesiana in tema di abusi compiuti da religiosi, il Rettor Maggiore ha affermato con nettezza:

“Per noi che abbiamo promesso in modo pubblico di dedicare la vita agli adolescenti e giovani, anche un solo caso in cui si fa del male ad un minorenne, è un dolore terribile!”.

Inoltre, ha rassicurato sulla massima attenzione, anche procedurale, che già da anni si utilizza nell’affrontare questi problemi. Ha sottolineato pure l’impegno della Congregazione nel contrastare questi fenomeni e nel riparare con i mezzi opportuni ai casi concreti realmente occorsi; tuttavia non ha nemmeno taciuto come ci siano state in varie occasioni accuse pretestuose e infondate contro i religiosi, magari motivate da meri interessi economici, e ha anche invitato a gestire la realtà degli abusi per quella che è: un grave problema sociale, non solo della Chiesa.

Nell’accompagnamento dei giovani con disforia di genere o con dubbi sui loro orientamenti sessuali, e in tutte le sfide legate a questo tema, Don Á.F. Artime si è dichiarato perfettamente coerente con la linea di Papa Francesco e il magistero della Chiesa, e ha sottolineato tre priorità: non ridurre la risposta della Chiesa ad atteggiamenti di condanna o di punizione, ma mostrare un atteggiamento di misericordia e prossimità, senza con questo giustificare ogni pretesa; quindi, manifestare sempre il rispetto verso la persona; infine, impegnarsi ad aiutare chi vive queste esperienze a vivere al meglio la propria vita.

In rapporto a svariate, delicate situazioni a livello internazionale, come ad esempio nei Paesi di guerra che spesso vedono anche presenze salesiane, ha spiegato come il silenzio sia una risposta di saggezza e di prudenza, per proteggere le comunità locali e le persone cui esse si dedicano.

Ha affermato che sicuramente c’è un disegno della Provvidenza dietro i vari eventi umani legati all’eredità Gerini che hanno portato la Casa Generalizia al Sacro Cuore a Roma e il Consiglio Generale a radunarsi, in questi tempi, a Torino-Valdocco. Così ora, la nuova Casa Generalizia che sta sorgendo, viene ristrutturata affinché sia totalmente moderna funzionalmente ed ecologica.

Sul tema della trasmissione della fede, ha chiarito che dai tempi di Don Bosco ad oggi è cambiato moltissimo, ma non è cambiato nulla. I salesiani, infatti, ancora oggi si impegnano a preparare i giovani per la vita e anche a trasmettere la fede, pure laddove i cristiani sono minoranze numericamente insignificanti. Tutto questo senza fare proselitismo, ma con un annuncio aperto della fede cristiana dove sia possibile, e sempre e ovunque nel rispetto della libertà dei giovani e delle loro realtà, e mediante la testimonianza di vita. Ecco perché ha spiegato che la massima di Don Bosco “buoni cristiani e onesti cittadini” oggi si può ben rendere con l’espressione “buoni credenti e onesti cittadini”.

Don Á.F. Artime ha per questo ribadito l’importanza della libertà del giovane – a maggior ragione negli ambienti universitari, quando i ragazzi sono più grandi e consapevoli delle loro scelte – nella proposta educativo-religiosa salesiana. Una libertà che poi si traduce, in quei giovani che accettano tale proposta, in una fede autentica e verace, senza complessi e in grado di esprimersi anche nell’impegno pubblico e sociale.

L’oratorio, inteso come struttura – ha aggiunto ancora – resta tuttora saldamente attuale in realtà come quella italiana; in altre realtà lo è meno, ma non è decaduta la centralità della “dimensione oratoriana dell’educazione salesiana”: ad esempio ci sono in tante realtà salesiane “i centri giovanili”, che recuperano quelle dimensioni che abbracciano e promuovono il sano uso del tempo libero, l’associazionismo e il protagonismo giovanile… Tutti elementi che sono e restano centrali nelle opere salesiane in tutto il mondo.

In conclusione, ha affermato che il fine della Congregazione resta a livello globale quello di sempre: l’educazione dei giovani alla vita e alla fede, che si realizza attraverso le varie strutture a disposizione, come parrocchie, centri giovanili, oratori, scuole, università…

Nel concludere l’incontro il Rettor Maggiore ha illustrato con alcuni esempi – come le presenze salesiane nei campi profughi di Kakuma, in Kenya, o di Palabek, in Uganda – il bene che i salesiani fanno silenziosamente nelle realtà marginali e più dimenticate del mondo; quindi, ha invitato i giornalisti presenti ad assaporare in questi giorni il carisma di Don Bosco e la spiritualità di San Francesco di Sales, Patrono dei Giornalisti; e li ha anche esortati ad essere sempre più non solo operatori dei media, ma anche dei veri “comunicatori della verità”, capaci di diffondere con il loro lavoro e la propria professionalità anche il bene che viene compiuto, in silenzio, in tante case salesiane.

L’appello missionario del Rettor Maggiore

Domenica 18 dicembre 2022 il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha lanciato il suo appello missionario a tutti i suoi confratelli nel giorno in cui la Congregazione Salesiana ricorda quando, 163 anni fa, Don Bosco fondò la “Pia Società di San Francesco di Sales” a Valdocco, Torino. Di seguito la notizia a cura del sito ANS.

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Domenica 18 dicembre 2022 tutta la Congregazione Salesiana ricorda quando, 163 anni fa, il 18 dicembre 1859, Don Bosco fondò la “Pia Società di San Francesco di Sales” a Valdocco, Torino, con 17 membri oltre al fondatore.

Ed è proprio in questa ricorrenza che il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, lancia il suo appello missionario a tutti i suoi confratelli, per sottolineare che fin dalla sua fondazione lo spirito e l’impegno missionario sono elementi essenziali della Congregazione Salesiana.

“Grazie allo spirito missionario nella nostra Congregazione, ci sono ancora confratelli che partono per donare la propria vita a Dio come missionari,”

scrive Don Á.F. Artime nel suo messaggio. Il Rettor maggiore vede tutto questo come un compimento di ciò che Don Bosco stesso disse nella sua omelia durante il primo Invio Missionario, l’11 novembre 1875:

“… Chi sa, che non sia questa partenza e questo poco come un seme da cui abbia a sorgere una grande pianta? … Chi sa che questa partenza non abbia svegliato nel cuore di molti il desiderio di consacrarsi a Dio nelle Missioni, facendo corpo con noi e rinforzando le nostre file? Io lo spero. …”

(MB XI, 385)

Nella sua lettera il Rettor Maggiore sottolinea che oggi “le missioni” non possono essere comprese solo come movimento verso “le terre di missione”, come una volta. Oggi i missionari salesiani provengono dai cinque continenti e sono inviati ai cinque continenti, non solo per rispondere al bisogno di personale ma, soprattutto, per testimoniare che per i Figli di Don Bosco non esistono frontiere, per contribuire al dialogo interculturale, all’inculturazione della fede e del carisma, e per innescare processi che possano generare nuove vocazioni locali.

Con questa lettera il X Successore di Don Bosco invita i salesiani, a pregare e a fare un attento discernimento per scoprire se il Signore li chiama, dentro la comune vocazione salesiana, ad essere missionari per tutta la vita (ad vitam).

Invita pure gli Ispettori, con i loro Delegati per l’animazione missionaria (DIAM), ad essere i primi ad aiutare i loro confratelli a coltivare il desiderio missionario e a facilitare il loro discernimento.

Il testo completo dell’appello missionario del Rettor Maggiore 2022 è disponibile CLICCANDO QUI.

Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana 2023: tutti invitati a partecipare

Le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana 2023 si terrano a Torino-Valdocco dal 12 al 15 gennaio con alcuni momenti accessibili a tutti attraverso i collegamenti digitali. Di seguito la notizia con i dettagli a cura del sito ANS.

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Le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana sono un appuntamento immancabile, da più di quarant’anni, per tutti coloro che si riconoscono nel carisma di Don Bosco. Sono un’occasione per condividere sogni, speranze, attese e, in quest’anno in particolare, una opportunità per conoscere e approfondire la dimensione laicale della Famiglia Salesiana e ascoltare dalla viva voce del Rettor Maggiore il messaggio della Strenna per il nuovo anno. È, in definitiva, l’occasione per attingere alle radici del proprio essere “di Don Bosco”.

Le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana (GSFS) del 2023 si svolgeranno a Torino-Valdocco dal 12 al 15 gennaio, con alcuni momenti accessibili a tutti attraverso i collegamenti digitali: in particolare, la Messa mattutina delle ore 9.00 e le sessioni pomeridiane dalle ore 15:00 alle 17:30 (UTC+1).

In totale sono attese presso la Casa Madre dei Salesiani circa 250 persone – molte delle quali si sono già iscritte ufficialmente all’evento – e oltre al Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, saranno presenti tutti i membri del suo Consiglio Generale, diversi Superiori e Responsabili Maggiori, e dei rappresentanti di quasi tutti e 32 i gruppi della Famiglia Salesiana.

“Desideriamo realizzare una bella esperienza di vita salesiana, di condivisione tra noi tutti e di riflessione sulla Strenna del Rettor Maggiore”

ha commentato don Joan Lluís Playá, Delegato Centrale del Rettor Maggiore per il Segretariato della Famiglia Salesiana.

Le giornate inizieranno nella mattinata di giovedì 12 con l’accoglienza degli ospiti e le visite a Valdocco e al Museo Casa Don Bosco per quanti lo desidereranno. Nel pomeriggio, dopo le attività introduttive e i saluti di benvenuto, si entrerà subito nel vivo dei lavori con la presentazione della Strenna da parte di Don Á.F. Artime. La Messa nella Basilica di Maria Ausiliatrice e la “buonanottesalesiana chiuderanno la giornata.

Venerdì 13 si aprirà con la Messa in Basilica e una sessione di riflessione nei gruppi di appartenenza per i vari membri della Famiglia Salesiana; nel pomeriggio si procederà invece ad una tavola rotonda con diversi esperti, con possibilità di domande anche dalle diverse Regioni del mondo salesiano, così come di un dibattito successivo per i partecipanti in presenza. La serata si completerà con l’esperienza comunitaria della “Via Lucis”, percorso liturgico-devozionale nato proprio nella Famiglia Salesiana.

Le attività di sabato mattina procederanno analogamente a quelle del giorno precedente; nel pomeriggio, invece, la sessione assembleare prevedrà un approfondimento sulla santità salesiana, cui seguirà il momento giovanile durante il quale verranno condivise diverse buone pratiche di servizio con i giovani membri dei gruppi della Famiglia Salesiana, ed infine la serata di fraternità.

L’ultima giornata, infine, si aprirà anch’essa con la Messa mattutina dalla Basilica di Maria Ausiliatrice, proseguirà con un raduno per gruppi di appartenenza, un momento assembleare con la presentazione e il saluto di un nuovo Responsabile Mondiale, e le valutazioni e conclusioni finali da parte di don Playá e del Rettor Maggiore.

Nell’attesa di quest’appuntamento, diversi animatori dei vari gruppi della Famiglia Salesiana hanno lanciato i loro inviti a partecipare, e hanno ricordato la necessità di iscriversi, per tutti coloro che desiderano esserci in presenza, attraverso l’apposito link.

“Non puoi mancare! È proprio Don Bosco che ti aspetta nella sua casa, a Valdocco, dal 12 al 15 gennaio 2023, per ricaricare il tuo entusiasmo da portare nel quotidiano, nella missione verso i giovani e tutti coloro che incontrerai” conclude con entusiasmo la sig.ra Tiziana Basciu, dei Salesiani Cooperatori.

Strenna 2023: le altre proposte dei poster

Dopo l’uscita del poster della Strenna 2023, su richiesta del Rettor Maggiore, il Settore per la Comunicazione Sociale ha contattato diversi grafici di varie parti del mondo perché ideassero delle loro proposte per il poster che accompagna il messaggio “Come lievito nella famiglia umana di oggi. La dimensione laicale della Famiglia di Don Bosco”.

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Nei lunghi mesi di lavorazione che precedono l’uscita ufficiale del messaggio della Strenna per il nuovo anno, il Settore per la Comunicazione Sociale, su richiesta del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha contatto diversi centri di comunicazione sociale e grafici di varie parti del mondo perché ideassero delle loro proposte per il poster che accompagna il messaggio. Sebbene, come noto, i poster ufficiali siano già stati individuati nelle due opzioni elaborate dell’Ufficio di Comunicazione Sociale dell’Ispettoria del Portogallo e dal grafico spagnolo Agustín de la Torre, lo stesso Rettor Maggiore si è pronunciato per permettere la diffusione digitale delle altre proposte pervenute, tutte in grado di veicolare, in forme e stili diversi, il motto prescelto per il 2023: “COME LIEVITO NELLA FAMIGLIA UMANA DI OGGI. La dimensione laicale della Famiglia di Don Bosco”.

Le altre proposte vagliate dal Rettor Maggiore sono arrivate dall’India, ad opera del salesiano don Paul Sathish, dell’Ispettoria di India-Chennai (INM); dal grafico italiano Fabrizio Emigli, già ideatore di poster della Strenna in anni passati; e dal centro multimediale della Famiglia Salesiana cilena “Caetera Tolle”.

Per quanto riguarda la prima proposta, quella di don Sathish, il contesto rappresentato illustra un lavoro di squadra, in cui tutti contribuiscono a produrre il pane della vita per l’umanità. Tutti sono coinvolti e indaffarati con la propria capacità a produrre il pane. Anche Don Bosco e sua madre sono presenti sullo sfondo con l’intento di guidare e ispirare le persone incoraggiandole a impegnarsi. “Ognuno ha un ruolo e contribuisce alla realizzazione finale del prodotto. Il lievito nel quadro è appena percettibile e quasi nascosto, ma i suoi frutti appaiono visibilmente nei prodotti finali e soprattutto negli atteggiamenti e nei gesti dei personaggi rappresentati” ha spiegato il salesiano.

Da parte sua, il grafico Emigli ha così illustrato la sua proposta:

“Buon cristiano e onesto cittadino”. Mi son sempre sentito parte della ‘Famiglia Laica’ salesiana: prima da giovane oratoriano, poi impegnato nel Servizio Civile, nell’Associazionismo, fino a mettere a disposizione dei Salesiani la mia professionalità di grafico pubblicitario. Questa breve introduzione per ‘raccontare’ il mio rapporto con Don Bosco e coi salesiani che non è mai stato solo un rapporto di scambi professionali. Quello della Strenna 2023, quindi, è un tema a me particolarmente caro.

“Nel disegno è Don Bosco stesso che aiuta i due bambini a preparare la base per l’impasto e partecipa al rito della preparazione del pane (mi piaceva che fosse una preparazione giocosa; i bambini si divertono spesso a impiastricciare con acqua, farina e lievito, con accanto gli adulti complici e coinvolti in un’impresa che sta a metà tra l’insegnamento di come si prepara il cibo, del rispetto che bisogna averne, ma anche di come ci si possa divertire a unire la Famiglia in un gioco educativo). Ho volutamente inserito Don Bosco fra i membri della famiglia, senza distacco; una presenza discreta ma fondamentale nella scena. Lui partecipa al gesto di spolverare lievito sull’impasto, controlla, insegna, educa, guarda la scena (ed è ‘NELLA SCENA’) come amico, commensale ad aggiungere l’ingrediente stesso che influenza, condiziona e trasforma l’intera pasta.

Lo stile scelto è a metà tra la ritrattistica e il fumetto (mi sono ispirato alle vecchie copertine de ‘La Domenica del Corriere’ e ai disegni di Norman Rocwell). La base bianca su cui poggia e spicca il disegno, ha una leggera trama ruvida (appena percettibile) che aggiunge calore e senso di famiglia e di casa all’intera scena.

 

Infine, dal Cile, i responsabili del centro multimediale “Caetera Tolle” illustrano:

Abbiamo scelto un’illustrazione con colori vivaci che trasmettessero gioia e calore, interpretata con uno stile moderno che attirasse l’attenzione soprattutto di bambini, adolescenti e giovani, e contemporaneamente risvegliasse lo spirito giovanile in tutti gli altri membri della Chiesa.

A proposito dell’immagine centrale: per collegare il concetto di lievito nella parabola di Gesù con la riflessione e l’invito del Rettor Maggiore, ci siamo posti diverse domande: innanzitutto cosa fa il lievito nel pane? Poi, in che modo ciascuno di noi, nel suo ruolo di lievito, ha un effetto sulla famiglia umana (il pane)? In conclusione, ognuno di noi è parte di quel lievito che, in unione e condivisione con gli altri, nutre la società e fa crescere la Chiesa, proprio come cresce il pane.

Abbiamo così pensato al pane come simbolo del messaggio di Gesù e, ispirandoci all’Ultima Cena, ma adattandola alla figura della Famiglia Salesiana, abbiamo deciso di mettere Don Bosco al centro dell’immagine come primo messaggero di questa famiglia e come primo lievito. Intorno a lui c’è il resto della comunità salesiana, rappresentata da tutti noi che la componiamo e a cui questa Strenna 2023 è rivolta. Quindi a fianco di Don Bosco sono ritratti in primo luogo un sacerdote e una religiosa, e poi tutti coloro che hanno un ruolo più rappresentativo: i laici, uomini e donne di diverse razze, età, caratteristiche, professioni e ruoli in tutto il mondo. Tutti insieme condividono il pane (il messaggio di Gesù) e ognuno replica la condivisione, diventando così nuovo lievito, quindi un nuovo messaggero di Cristo, con la missione di portarlo nei loro diversi mondi, con i loro coetanei, nei loro diversi lavori e da coloro che soffrono le stesse afflizioni. In questo modo, il vigile del fuoco diventa un lievito nel suo ambiente, la suora africana porta il messaggio di Gesù negli angoli più abbandonati della società, la famiglia di immigrati, che cerca il proprio posto nel mondo, è il lievito per chi si trova nella stessa situazione, e così via…

Il nostro poster vuole indicare che ognuno di noi è chiamato a essere il lievito del mondo in cui viviamo, dove grazie alla nostra diversità, semplicità e umiltà possiamo portare il messaggio di Gesù in ogni luogo, esprimendo il suo amore con le nostre azioni e parole.

“Quali salesiani per i giovani di oggi?”: intervista a don Angel Fernandez Artime

Sabato 10 dicembre dalle ore 9 alle ore 10, 15, il Rettor Maggiore Don Angel Fernandez Artime verrà intervistato da don Silvio Roggia sull’urgenza del “Da mihi animas cetera tolle”. L’intervista, appuntamento ormai annuale, fa parte del ciclo di incontri organizzato dalla Conferenza delle Ispettorie d’Italia (CISI) e dal Centro Studi “Opera dei Tabernacoli Viventi” sul tema “Quali salesiani per i giovani di oggi?”.

Quest’anno viene approfondita la seconda linea della proposta del Rettor Maggiore alla Congregazione Salesiana per il sessennio 2019-2025. L’intervista verrà trasmessa in diretta in lingua italiana sul canale YouTube e sulla Pagina Facebook dell’agenzia ANS e prevede la traduzione in inglese, spagnolo, francese e portoghese.

Il Rettor Maggiore rispondendo alle domande, a partire dalla visione di oggi e dalla conoscenza della realtà salesiana mondiale, ribadirà con forza:

«Per noi è necessario e urgente che la nostra Congregazione viva, respiri e cammini cercando di fare del “Da mihi animas, cetera tolle” una realtà nell’annuncio del Vangelo, a favore dei nostri giovani e per il bene di noi stessi».

Don Angel approfondirà quanto da lui espresso dopo il CG 28 con la sottolineatura di quattro urgenze: 1. dare priorità assoluta all’impegno per l’evangelizzazione dei giovani con proposte consapevoli, intenzionali ed esplicite. Siamo invitati a far conoscere loro Gesù e la Buona Novella del Vangelo per la loro vita; 2. aiutare i giovani (e le loro famiglie) a scoprire la presenza di Cristo nella loro vita come chiave per la felicità e il significato dell’esistenza; 3. accompagnare i bambini, gli adolescenti e i giovani nel loro processo di educazione alla fede, affinché possano aderire personalmente alla persona di Cristo; 4. essere “veri educatori” che, per esperienza personale, accompagnano il giovane nel dialogo con Dio nella preghiera e nella celebrazione dei sacramenti.

Sarà bello ascoltare di nuovo dire dal successore di don Bosco che senza il “da mihi animas, cetera tolle”, gli sforzi titanici della Congregazione tenderanno alla bontà della promozione umana e all’assistenza sociale – sempre necessari e appartenenti alla nostra identità carismatica – ma non ci porteranno alla prima ragione per cui lo Spirito Santo ha suscitato il carisma salesiano in Don Bosco:

«Fedeli agli impegni che Don Bosco ci ha trasmesso, siamo evangelizzatori dei giovani» (C.6).

La prima finalità della nostra pastorale giovanile è la conversione delle persone al vangelo di Gesù Cristo.

L’intervista andrà alla radice del nostro essere salesiani:

«Non c’è nulla di più solido, di più profondo, di più sicuro, di più consistente e di più saggio dell’annuncio di Gesù Cristo» (ChV, 214).