Articoli

Il lavoro di giornalista: il caporedattore della Stampa incontra gli studenti del Don Bosco

Si pubblica l’articolo a cura di Simone Zatti che descrive l’incontro di Alberto Infelise, caporedattore del quotidiano La Stampa ed ex allievo del Don Bosco di Borgomanero, con gli studenti dello stesso istituto:

Alberto Infelise incontra gli studenti del Don Bosco.

Orientamento al futuro. Nella mattinata di lunedì, Alberto Infelise ha incontrato gli alunni del Don Bosco. Nel salone gremito di studenti il caporedattore della Stampa di Torino, che si è diplomato nel 1991 proprio al Don Bosco, ha parlato del futuro dei giovani, invitando gli studenti ad avere il coraggio di osare e di buttare il proprio cuore oltre gli ostacoli che incontreranno nel loro percorso scolastico e lavorativo, spronandoli a leggere e informarsi per tenere aperta la mente e allenata la loro facoltà critica. Infelise ha voluto spendere alcune parole riguardo ad un tema
d’attualità nelle scuole italiane, l’alternanza scuola-lavoro, che dev’essere vissuta nell’ottica di una preparazione ai meccanismi ed alle dinamiche del mondo del lavoro: gli studenti devono scegliere esperienze di alternanza che possano assicurare loro la possibilità di lavorare davvero, per capire appieno i valori.

Le fake news. Terminato l’intervento davanti a tutte le classi dei Licei, Infelise proseguito l’incontrato solamente con i quarti ed i quinti anni. In un primo momento ha parlato della professione di giornalista come possibile sbocco lavorativo, soprattutto rispetto al mondo del giornalismo e dell’editoria: un mondo che, sottolinea Infelise, presuppone impegno costante, capacità di mettere a frutto le proprie passioni, flessibilità ed in misura sempre maggiore capacità in ambito digitale. Nell’ultima ora gli alunni sono diventati protagonisti: alcuni di loro hanno
organizzato una piccola tavola rotonda, ponendo al caporedattore alcune domande su un tema d’attualità, le fake news: è seguito un interessante dibattito, in cui gli alunni hanno potuto confrontarsi con un esperto del settore su un tema che ormai diventa sempre più pressante.

“Facciamo presto” a creare lavoro in chiave generativa e solidale

“FACCIAMO PRESTO”
venerdì 24 novembre 2017
Fossano, Palestra presso CNOSFAP (via Verdi 22)

L’evento nasce in questo fine 2017 dall’esigenza di stabilire un confronto tra tutte quelle realtà che si sono impegnate per cogliere i bisogni sociali e culturali emergenti e giocare un ruolo attivo nella costruzione di una società più coesa e resiliente.

L’Officina del Possibile, le Manuattenzioni, il Pensolato e il Museo Social Club: quattro progetti che hanno generato e rinnovato molti valori e che hanno visto il coinvolgimento di volontari e imprese profit e non profit, organizzazioni pubbliche e private, detenuti a fine pena, insegnanti, agricoltori e molti altri ancora.

“FACCIAMO PRESTO” è un invito per tutti coloro che sono attivi nel contrasto alla crisi attraverso azioni solidali, che hanno il senso di condividere, discutere e consolidare apprendimenti e prospettive, nella direzione di cercare ulteriori sinergie affinché il “lavoro creato” sia l’ingrediente fondamentale di percorsi sostenibili e solidali che portano fuori da condizioni di marginalità, vulnerabilità o inattività.

Di seguito, il programma di attività della giornata del 24 novembre 2017, durante la quale vi saranno sia momenti di dialogo ispirati al confronto e all’ascolto di tutti i punti di vista, che una
conferenza con contributi di esperti ed infine un rinfresco preparato con i prodotti delle Cooperative.
Farà da cornice la palestra di Via Verdi, uno spazio rinnovato e colorato attraverso le Manuattenzioni.

 

Si pubblica qui di seguito l’articolo di “Targato CN” relativo a due incontri sul tema lavoro, bene comune e scenari futuri: due appuntamenti il 24 novembre alle 14.30 e alle 17 a Fossano per confrontarsi su nuovo welfare, fine pena, beni comuni e agricoltura sociale partendo da 4 esperienze realizzate.

Le realtà protagoniste di 4 nuove esperienze di welfare generativo: “L’Officina del Possibile”, “Manuattenzioni”, “La Coop Agricola sociale Pensolato” e “Il Museo Diocesano Social Club” hanno programmato due incontri, venerdì 24 novembre con inizio alle ore 14.30 e alle 17, al CNOS-FAP in via Verdi 22 a Fossano. Il primo è un “confronto aperto a più voci” tra chi collabora a progetti lavorativi, formativi, sociali e culturali che mettono al centro le persone fragili. Il secondo è una conferenza con esperti e rappresentanti di organizzazioni impegnate in politiche locali e nazionali.

L’appuntamento delle 14.30 parte con un confronto con il metodo open space technology sulla domanda: “Come possiamo creare più lavoro generando molteplici valori?”.

Dalle 17.00 le riflessioni saranno al centro di una conferenza che muoverà dal tema della creazione di lavoro in chiave generativa. Saranno tre le macro-aree sulle quali si alterneranno i relatori.

La prima nell’ambito del “fine pena e beni comuni” vedrà le riflessioni di Laura Bottero (direttrice U.E.P.E. Cuneo), Giuseppina Piscioneri (direttrice della Casa di reclusione di Fossano), Bruno Mellano (garante regionale dei detenuti e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà) e Domenico Arena (dirigente U.E.P.E. Torino, competente per le regioni Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta).

La seconda tratterà di “agricoltura sociale” con le riflessioni di Andrea Olivero (vice ministro alle politiche agricole alimentari e forestali), Mino Taricco (gruppo Pd Camera e Vicepresidente della Commissione bicamerale per la semplificazione), Delia Revelli (presidente Federazione regionale e provinciale Coldiretti Cuneo), Piero Delbosco (vescovo della Diocesi di Cuneo e Fossano) e Cristina Ballario (assessore alle politiche del lavoro e dell’agricoltura a Fossano).

A chiudere la conferenza è il “welfare e territorio” con interventi di Chiara Gribaudo (vicepresidente gruppo Pd Camera, responsabile lavoro), Gianpiero Piola (presidente del Consorzio Monviso Solidale), Antonella Ricci (responsabile del settore politiche sociali, Compagnia di San Paolo), Andrea Silvestri (direttore generale Fondazione Crc) e Gianfranco Mondino (Presidente Fondazione Crf).

La presentazione dei 4 progetti avviati quest’anno a Fossano e dei risultati conseguiti vuole stimolare ulteriori sinergie, ampliando la collaborazione tra imprese, enti no profit ed istituzioni pubbliche.

“L’Officina del Possibile” (Fondazione NoiAltri con le realtà sociali del fossanese): un emporio sociale aperto a tutti in cui le cose, ma anche le persone, trovano nuove possibilità. Sono state create 30 opportunità lavorative che hanno coinvolto 16 persone e supportato oltre 200 famiglie.
“Manuattenzioni” (CNOS-FAP in rete con altri): detenuti a fine pena, in un passaggio delicato dal carcere al reinserimento in società, si occupano di beni comuni. Hanno frequentato un corso di “manutenzione e bioedilizia”, hanno restituito alla città una palestra più bella ed anche efficiente dal punto di vista energetico ed hanno intrapreso percorsi lavorativi all’esterno.
“La Cascina Pensolato” (Caritas Fossano con Orti del Casalito e altre realtà sociali): 10 detenuti a fine pena ed ex detenuti hanno realizzato 5 serre, prodotto e venduto 600 quintali di ortaggi freschi. Prossimo obiettivo è l’inserimento lavorativo anche di persone con disabilità.
“Il museo diocesano social club” (Diocesi di Fossano con Culturadalbasso e altre organizzazioni): le opere di arte sacra sono diventate spazio di ascolto e dialogo tra persone fragili e la comunità. I protagonisti hanno dimostrato di saper ricominciare e guardare oltre.

Il pomeriggio si concluderà con il rinfresco, a base dei prodotti agricoli coltivati nella cascina Pensolato, in programma alle 19.00.

I progetti e gli eventi sono realizzati grazie al contributo delle Fondazioni bancarie tra cui la Compagnia di San Paolo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano e all’impegno di un gran numero di persone, istituzioni e organizzazioni attive nel contrasto alla povertà e nella costruzione di un nuovo welfare.

 

48° Settimana Sociale a Cagliari

“Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale” questo il tema scelto per la 48° Settimana Sociale dei Cattolici appena conclusasi a Cagliari, pensata come prosecuzione ideale dell’impegno che Papa Francesco aveva affidato alla Chiesa Italiana durante il quinto Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze di avviare un approfondimento della Evangeli gaudium: …nel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale, l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita…” (Francesco, Evangeli Gaudium, 192).

La Settimana Sociale dei Cattolici, nata all’inizio del ‘900 (1907) in Italia, non vuole essere un “evento” o un convegno, ma sancire il “momento d’inizio di un processo” o quantomeno del “cambio di passo”: “…sulla realtà del lavoro si gioca il futuro di una Società ed anche la responsabilità dei cattolici nella costruzione del bene comune” questa è stata la conclusione dell’Instrumentum Laboris per la Settimana Sociale di Cagliari.

Si suggerisce la lettura dell’articolo apparso su “L’ancora” del 12 Novembre 2017  a margine della Settimana Sociale:

La 48ª settimana sociale dei cattolici italiani

Riflessioni e proposte

L’eco della Settimana sociale dei cattolici italiani che si è tenuta a Cagliari la scorsa settimana si va già attenuando ed allora è importante che le proposte emerse vengano concretamente diffuse e sviluppate nelle diocesi e nella società. Si tratta di proposte concrete incentrate sul tema del lavoro, frutto di una preparazione scrupolosa dell’evento (il comitato scientifico voluto dalla CEI era composto da sacerdoti e laici, esperti e tecnici di risonanza nazionale ed internazionale accumunati dalla fede) in cui accanto e spesso prima delle statistiche e delle teorie economiche o sociologiche si è dato conto di esperienze e di volti di persone; di una regia accurata delle giornate caratterizzate da un confronto appassionato e sinodale fra tutti i delegati, dalla preghiera e dalla liturgia da relazioni, mostre ed interventi ricchi di contenuti e sempre ancorati alla realtà (i giornali, in particolare Avvenire e la televisione, in particolare Tele 2000, ne hanno dato ampia informazione); di una sintesi finale che ha evitato i discorsi generici per assumere una dimensione insieme pastorale e politica con la consegna in diretta al Presidente del Consiglio italiano, Gentiloni, e del Parlamento europeo, Tajani, di un articolato pacchetto di richieste specifiche (le proposte cantierabili) per la difesa e lo sviluppo del lavoro insieme ad un simbolico metro, per indicare che i cattolici ed i loro pastori misureranno attentamente l’impegno e gli atti dei parlamenti italiano ed europeo e del governo nazionale. La frase conduttrice della 48ª settimana sociale dei cattolici italiani era “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”. Ispirandosi alla concezione cristiana del lavoro, che attingendo alla bibbia e al magistero della chiesa lo considera connaturato alla natura dell’uomo che partecipa al progetto creativo di Dio e lo prolunga nella storia, si sono analizzate le buone pratiche ma pure gli aspetti più indegni del mondo del lavoro e dell’economia, anche attraverso testimonianze dirette. Uno degli aspetti più dibattuti è stato quello dei giovani, scuola, formazione, lavoro. Non stupisce, in Italia la disoccupazione giovanile tocca mediamente il 40% e le esperienze che sono state portate hanno toccato davvero i cuori di tutti. Ma sono le stesse esperienze che facciamo nei nostri paesi, nelle nostre parrocchie e comunità, nelle nostre famiglie. Da una lettura che ha accomunato tutti i delegati d’Italia sono emersi vari fattori di crisi fra cui: la solitudine e la difficoltà dei giovani di fronte al mondo del lavoro e alle sue evoluzioni tecnologiche; l’incapacità del sistema scolastico ma anche della politica, delle famiglie e dei mass media di orientare i ragazzi verso percorsi scolastici e formativi tecnici e professionali (ad esempio, la scuola italiana ha visto negli ultimi 10 anni dimezzarsi il numero dei diplomati tecnici ma il mercato del lavoro ci informa che alle imprese mancano 250.000 tecnici); la mancanza di un patto generazionale per cui, ad esempio, nei nostri territori non nascono o non si sviluppano imprese che possano occupare i giovani ma allo stesso tempo i depositi bancari hanno numeri da capogiro e questa ricchezza, per lo più detenuta da ultracinquantenni, non viene utilizzata per finanziare lo sviluppo ma solo per ottenere facili rendite; la situazione dei Centri per l’impiego che non riescono adeguatamente a prendersi carico dei giovani in cerca di occupazione; la frammentarietà dell’ informazione e la carenza di cultura imprenditoriale e di strutture e sevizi per sostenere i giovani che vogliono intraprendere nuove attività economiche; la piaga dei giovani che abbandonano l’Italia per trovare lavoro all’estero. Insomma, un campo vasto di criticità rispetto al quale però non basta l’analisi e la denuncia, ma bisogna anche e soprattutto proporre e agire, prendendo come riferimento le buone pratiche (le cooperative sociali, le imprese che puntano sul capitale umano, la formazione professionale di qualità come quella dei centri salesiani, l’alternanza scuola lavoro, l’apprendistato,..) che si stanno sviluppando in tutta Italia e investendo tanto anche nella formazione delle coscienze dei cattolici e nell’azione politica. Forse qualche gesto profetico aiuterebbe, ci guiderà in questo il discernimento personale e comunitario alla luce del magistero della chiesa e delle nostre personali esperienze e competenze. Mi permetto di suggerirne alcuni con specifico riferimento al mondo giovanile: finanziare tirocini formativi e di orientamenti di giovani diplomati e laureati attraverso la raccolta di fondi nei periodi forti dell’avvento e della quaresima, promuovere incontri fra tutti gli attori del mondo del lavoro e della formazione professionale nelle varie zone della diocesi per stimolare l’esigenza di fare rete, creare centri per l’informazione e l’accompagnamento al lavoro dei giovani attraverso la formazione di giovani appositamente preparati a questo compito, sostenere gli oratori che diventano anche laboratori.

SFT: le politiche e le reti attive per il mercato del lavoro

Il percorso di formazione di Spazio Fratto Tempo si appresta alle tappe finali. Il penultimo appuntamento a partire dalle ore 9.00, presso la sala conferenze della Pastorale Giovanile a Valdocco, si terrà Giovedì 9 Novembre 2017.

L’incontro verrà condotto da Francesca Busnelli, docente di Project management, gestione di gruppi e competenze organizzative presso l’Università Salesiana di Roma e l’Università Auxilium di Roma, e Erika Naretto, cooordinatore del progetto, Ripalta Fucci, dell’ Area Politiche Sociali della Città di Torino e Daniela Zoccali, referente SAL e CNOS/FAP Regione Piemonte.

Quest’appuntamento traghetterà i partecipanti ad approfondire i dettagli, le revisioni e gli aggiornamenti relativi alle politiche attive per il lavoro che prenderanno in carico il disoccupato, lo formeranno e lo accompagneranno verso una nuova occupazione.  In Italia sono state rafforzate le politiche attive del mercato del lavoro dopo la revisione delle pratiche attuali e l’istituzione di un piano d’azione concordato che, per esempio, vedrà, entro la fine dell’anno, l’ingresso dell’Assegno di ricollocazione che, a regime, potrebbe interessare una platea di circa 4/500 mila disoccupati l’anno, secondo le stime del Governo. Per poter rafforzare queste politiche, migliorandone sia l’efficienza sotto il profilo dell’impiego delle risorse sia l’efficacia in termini di incremento dell’occupazione regolare, nasce l’esigenza delle istituzioni e dagli stessi servizi di attivare una modalità di agire sempre più organizzato: la necessità di una modalità di lavoro improntata alla rete, e quindi alla collaborazione fra i servizi ed i rispettivi operatori. La conoscenza di queste reti e dei servizi presenti sul territorio saranno oggetto di approfondimento nel pomeriggio formativo di Spazio Fratto Tempo.

Ecco il programma nel dettaglio: 

Ore 9.00-11.00 (D. Zoccali)
– Il mercato del lavoro e le politiche attive
– Le opportunità e le possibilità di inserimento lavorativo (locale e nazionale)
Ore 11.00-13.00 (Naretto-Busnelli)
– Ripresa questionario di ricerca: primi risultati
– Lavoro di gruppo su operatività SFT

Ore 14.00-15.00 (Naretto – Busnelli)
– Lavoro di gruppo su operatività SFT
Ore 15.00-17.00 (Fucci)
– La conoscenza delle reti e delle tipologie dei Servizi presenti sul territorio

>>> Prossimo appuntamento: Martedì 21 Novembre 2017

 

 

 

Il Network Fossano e la Consulta Attività Produttive dialogano con la città

Martedì 7 Novembre 2017 dedicata a parlare di lavoro e opportunità

Un periodo difficile, quello attuale, per il lavoro. Sebbene la provincia di Cuneo sia ancora un’isola felice rispetto al resto del Paese, i dati su disoccupazione giovanile, femminile e di diverse altre sacche di popolazione fanno capire che la situazione non è rosea.

Per tentare di dare risposte, il Network Fossano e la Consulta Attività Produttive incontreranno i cittadini in un workshop dedicato al lavoro.

Dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 20.30 di martedì 7 novembre, in sala Brut e Bon, in piazza Dompè 13/A a Fossano, i vari enti coinvolti si alterneranno in tavoli di confronto e saranno disponibili nei rispettivi stand per fornire informazioni aggiuntive.

Alle 9.30 ci saranno i saluti istituzionali e a partire dalle 10.00 partiranno gli appuntamenti di approfondimento.

Alle 10.00 la dottoressa Alessandra Lezza, responsabile del Centro per l’Impiego di Fossano, Savigliano e Saluzzo illustrerà “I centri per l’impiego e i canali per la ricerca del lavoro”; alle 11 il Consorzio Monviso Solidale tratterà dell’ “Inserimento lavorativo di persone svantaggiate”; alle 12 CGIL, CISL e UIL parleranno di “Sindacato e Lavoratori”; alle 14.30 saranno illustrate le attività delle agenzie formative per parlare della “Formazione per e nel mondo del lavoro” con il CFP cebano monregalese, il CNOS – FAP e la Casa di Carità Arti e Mestieri; alle 15.30 l’IIS Vallauri parlerà di “Scuole superiori del territorio accreditate per i servizi al lavoro”; alle 16.30 Adecco e Openjobmetis si occuperanno di “Agenzie e somministrazione: specificità e servizi”; alle 17.30 Ascom, Coldiretti e Confartigianato presenteranno l’attività delle associazioni di categoria per la creazione di impresa e alle 18.30 l’Unione Industriale Cuneo si occuperà di “Prospettive di inserimento lavorativo nel settore industriale e progetti di inserimento”. La giornata si concluderà alle 19.30 con l’illustrazione del network e delle politiche attive del lavoro con il CPI Fossano e APL Agenzia Piemonte Lavoro – Regione Piemonte, seguito dall’aperi-lavoro.

“Quello che ho notato di più in questi anni, è lo smarrimento di chi si presenta nei nostri uffici alla ricerca di un lavoro – spiega l’assessore alle Politiche del Lavoro e alle Unità produttive Cristina Ballario – abbiamo dunque pensato, dopo un anno di attività del Network Fossano di organizzare una giornata dedicata alla ricerca del lavoro, alla formazione, mettendo in rete chi opera nella formazione e nell’inserimento lavorativo e la Consulta delle Unità produttiveLa giornata è dedicata a tutta la città. A chi cerca lavoro, ma anche, grazie alla presenza delle associazioni di categoria, a chi vuole fare impresa. Sarà l’occasione per mostrare a chi è alla ricerca di un lavoro che esistono agenzie capaci di fornire servizi diverse” ha aggiunto l’assessore Ballario.

Quella del 7 novembre sarà un’occasione per conoscersi e scambiarsi informazioni” ha sottolineato Alessandra Lezza, responsabile del Centro per l’Impiego di Fossano, Savigliano e Saluzzo.

“La consulta delle Attività produttive è uno strumento che mette in rete a 360° le realtà del territorio. Ne fanno parte le imprese commerciali, artigianali, industriali, ma anche i sindacati” ha precisato Clemente Malvino, presidente di Confartigianato Fossano.

Per iscriversi ai workshop è possibile inviare un’email all’indirizzo network.fossano@gmail.com.
A tutti i partecipanti sarà rilasciato un attestato.

 

Settimana Sociale dei Cattolici italiani 2017

48ª Settimana Sociale
“Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale”
Cagliari, 26-29 ottobre 2017
Fiera Internazionale della Sardegna – Centro Congressi Cagliari

La Settimana Sociale dei Cattolici Italiani giunge alla sua 48ª edizione, la prima si svolse a Pistoia nel settembre 1907 in un quadro segnato dalla questione sociale e dal decollo industriale. La prossima, dal titolo: “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale”,  si terrà a Cagliari, dal 26 al 29 Ottobre 2017. Il lavoro, tra le urgenze maggiori con un preoccupante 40% di giovani italiani disoccupati, è da sempre un tema centrale della settimana sociale dei cattolici che, in questa edizione, cercherà di contribuire concretamente alla società italiana per uscire dalla crisi in cui versa.  Quindi, si procederà all’apertura di quei processi che possano impegnare le comunità a rimettere in cima all’agenda la preoccupazione – costante nella Dottrina sociale della Chiesa e – da quando c’è – della Costituzione, verso l’attività in cui «l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita» legata al «giusto salario» che «permette l’accesso adeguato agli altri beni destinati all’uso comune» (Evangelii Gaudium, n.192).

Non un evento o un convegno dunque, ma «l’inizio di un processo…sulla realtà del lavoro si gioca il futuro di una società ed anche la responsabilità dei cattolici nella costruzione del bene comune», questa del resto la conclusione dell’Instrumentum Laboris per la Settimana da poco diffuso: otto capitoli e settantacinque paragrafi dove si indica già il traguardo di «un vero cambiamento».

Monsignor Filippo Santoro, presidente del Comitato Scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, dopo il saluto del vescovo Arrigo Miglio e il messaggio di Papa Francesco alla presenza delle massime autorità della Sardegna, accoglierà, tra gli altri, il presidente del Parlamento Europeo Tajani e del Consiglio dei ministri Gentiloni, il presidente della Cei cardinal Bassetti e il segretario generale Galantino, il ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti e quello per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti, il prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano cardinale Turkson, il presidente della Commissione Lavoro Senato Sacconi, il vice presidente di Confindustria per il Capitale Umano Giovanni Brugnoli, la segretaria generale della Cisl Furlan, il presidente delle Acli Rossini, della Fondazione Sussidiarietà Vittadini, della Coldiretti Moncalvo, del Mcl Costalli, del Cnel Treu, il segretario generale Fim-Cisl Bentivogli, l’economista Luigino Bruni, e moltissimi altri.

In relazione all’argomento, si segnala la pubblicazione dal titolo “Liberiamo il lavoro” a cura di Giacomo Costascaricabile in PDF , clicca qui.

Continua la formazione – II Modulo

Il primo modulo della formazione di Spazio Fratto Tempo si è concluso con il seminario di studio EDUCAZIONE, GIOVANI E LAVORO: TRACCE DI FUTURO, svoltosi a Valdocco il 12 Maggio 2017. La seconda parte del corso avrà inizio Martedì 17 Ottobre a partire dalle ore 9:00; consterà di tre giornate e vedrà anche la presenza dei tutor aziendali.

Ai futuri operatori  saranno proposti diversi momenti esercitativi, sia collettivi che di sottogruppo. I docenti avranno il compito di facilitare e seguire le attività dei partecipanti, osservando e fornendo feedback e spunti di riflessione. In tale ottica verranno utilizzati, oltre alla lezione frontale, simulate e discussioni in piccoli gruppi. Le giornate formative si svolgeranno negli spazi della Pastorale Giovanile di Valdocco in piazza Maria Ausiliatrice 32 a Torino.

Il programma previsto ripercorrerà i temi affrontati nei mesi precedenti, oltre alle criticità incontrate durante la realizzazione del progetto, con particolare attenzione alla sfida culturale di Spazio Fratto Tempo.

Il corpo docenti del secondo modulo formativo si avvale della presenza di Francesca Busnelli, docente di Project management, gestione di gruppi e competenze organizzative presso l’Università Salesiana di Roma e l’Università Auxilium di Roma. Claudia Chiavarino responsabile ricerca universitaria IUSTO, Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo. Federico Civera Responsabile Gestione del Personale e Servizi Amministrativi dell’Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo. Ripalta Fucci, funzionario della Città di Torino, Area Politiche Sociali. Angelo Salvi Psicologo del lavoro e delle organizzazioni inoltre Formatore, esperto di project management e consulente organizzativo. Daniela Zoccali Referente SAL e CNOS/FAP Regione Piemonte. Sonia Bertolini Professoressa Associata in Sociologia del Lavoro Università di Torino.

 

La realizzazione di un allievo è la soddisfazione di un insegnante?

Quali sono le qualità essenziali di un buon insegnante? L’obiettivo di questa professione? Elevare lo spirito degli studenti e individuarne il talento, forse. Ma le risposte più immediate si possono scorgere negli esempi di tanti insegnanti che ogni giorno con solerzia e attenzione seguono costantemente i loro studenti.

Si riporta qui di seguito l’intervista realizzata da Veronica Privitera per Avvenire, che testimonia la bella esperienza di Sergio Ligato, operatore del centro professionale salesiano Cnos-Fap di Alessandria.

«Mi emoziono se un allievo si realizza»
Sergio Ligato, operatore del centro professionale salesiano Cnos-Fap:
«Vivo al fianco dei giovani»

Abbiamo chiesto a Sergio Ligato, formatore presso Cnos–Fap di Alessandria, (centro di formazione professionale dei Salesiani di don Bosco) di raccontarci quali sono gli aspetti più coinvolgenti del suo lavoro.
Il tuo lavoro è la tua vocazione?
È solo uno dei modi attraverso cui vivo quella che sento essere la mia vocazione, ovvero la passione per l’insegnamento, per la tecnologia e per tutto ciò che accomuna questi aspetti che mi hanno portato a vivere esperienze molto intense sia nel centro in cui opero che in un contesto decisamente più esteso, cioè il web.
Come lo hai scelto?
È il lavoro che svolgo ad aver scelto me. Ho iniziato nel 2001 a conoscere il mondo della formazione professionale salesiana, quasi per caso. Il mio primo incarico è stato quello di affiancare altri formatori e di svolgere attività di recupero per giovani minori, spesso con storie difficili alle spalle e grandi difficoltà. Ho avuto però la fortuna di poter contare sulla guida e il supporto di chi la formazione professionale in Alessandria l’ha avviata, colleghi formatori e salesiani «esperti».
Tre aggettivi per definire il tuo lavoro.
Complesso. La formazione professionale richiede grande predisposizione al cambiamento e spirito di adattamento. Il mondo del lavoro e le tecnologie cambiano velocemente e la formazione professionale è efficace nella misura in cui riesce a rispondere in modo puntuale alle nuove sfide.
Emozionante. Le emozioni che questo ambito può offrire sono certamente uniche. Le storie di tutti gli allievi che ho incontrato in circa quindici anni di attività non sono purtroppo tutte a lieto fine. Il cuore di un formatore vive sempre in bilico tra l’amarezza per chi non è riuscito a diventare «chi avrebbe voluto essere» e la gioia per coloro che si sono realizzati sia nella vita che nel lavoro.
Formativo. Ho sempre sentito dire che ogni insegnante impara moltissimo dai propri allievi. Non ci ho mai creduto, fino a che non l’ho sperimentato direttamente.

 

Alba chiama Bra: cercasi ragazzi per la manutenzione dei macchinari

Si riporta l’articolo apparso sul quotidiano “Gazzetta di Alba” del 6 giugno 2017, che rileva una specifica carenza di trasfertisti specializzati nella manutenzione dei macchinari e una conseguente offerta concreta di lavoro.

Quattro aziende del settore meccanico, Gai di Ceresole d’Alba, costruttrice di macchine imbottigliatrici; l’Arol di Canelli, specializzata nella progettazione e produzione di sistemi di chiusura e capsulatura; Bianco di Alba, leader nel settore dei macchinari tessili, e Omler 2000 di Bra che produce attrezzature per il settore delle fonderie si associano per partecipare a un bando regionale legato alla formazione e puntano a istruire tecnici specializzati nell’avviamento e manutenzione dei macchinari da inviare nel mondo.
«Abbiamo chiesto ai Salesiani di Bra di aiutarci a istituire un percorso formativo che non esiste attualmente», spiega Guglielmo Gai. «La difficoltà nel reperire tecnici trasfertisti è divenuta cronica. L’affidabilità dei Salesiani, oltre il 40% dei nostri dipendenti proviene dal Cfp di Bra, ci fa ben sperare e crediamo molto in questo progetto». La cordata comprenderà anche il Politecnico di Torino e l’Itis di Fossano. «L’obiettivo è reperire 25 utenti che partecipino a un corso di formazione specifico», segnala il direttore del Cfp di Bra Valter Manzone. Con l’ok della Regione il corso potrebbe partire a ottobre. «Cerchiamo giovani motivati per una proposta di lavoro allettante», prosegue Gai. «Se è vero che la disoccupazione giovanile è un problema mi auguro che potremo trovare tanti candidati. Cerchiamo diplomati, laureati che non abbiano il timore di essere degli operativi, giovani che vogliano migliorare la propria posizione». f.b.

 

Il Seminario di Spazio Fratto Tempo

Il Seminario EDUCAZIONE, GIOVANI E LAVORO: TRACCE DI FUTURO si terrà il 12 maggio 2017 dalle ore 9.30 alle ore 13.00 presso la sala Sangalli di Valdocco a Torino in Via Maria Ausiliatrice 32.

La giornata di studio è parte integrante del progetto “Spazio Fratto Tempo. Luoghi di lavoro, percorsi di crescita”, finanziato dalla Compagnia di San Paolo attraverso il Bando Articolo +1, promosso dal partenariato composto sia da enti di formazione professionale​ CNOS-FAP Regione Piemonte, CIOFS-FP Piemonte, ENAIP Piemonte che da altri enti del privato sociale, del mondo imprenditoriale ed universitario: AGS per il territorio (Associazione giovanile ed educativa), S.E.C. srl (Scuola di Economia civile), IUSTO (Istituto Universitario Salesiano Torino), A.I.P.E.C. (Associazione imprenditoriale) e l’impresa ON OFF (impresa individuale).

Il seminario rappresenta un’occasione di riflessione per approfondire insieme le tematiche legate all’impresa, all’economia, alla realtà giovanile attraverso la trasversalità dell’azione educativa, necessaria per raccogliere le sfide del tempo presente.

“Spazio Fratto Tempo”, che si svolge all’interno del Bando “Articolo +1” di Compagnia di San Paolo, è rivolto a giovani 15-29 enni dell’Area metropolitana torinese che hanno maggiori difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro ed è sviluppato dagli enti di formazione professionale​ CIOFS, CNOS-FAP, ENAIP. Questi ultimi, insieme con gli altri enti partner AGS per il territorio, SEC, IUSTO, AIPEC e ON OFF, intendono formare personale specializzato che possa accompagnare i giovani destinatari del progetto nel percorso di inserimento lavorativo.

 

Programma del Seminario: 

> ore 9,00 – Accoglienza e Registrazione

> ore 9,30 – Inizio Seminario

> ore 12,30 – Conclusione e Buffet

 

RELATORI: 

Luigino BRUNI, economista e fondatore della Scuola di Economia Civile
“Il lavoro, spazio di incontro tra educazione, formazione e impresa”

Tiziana CIAMPOLINI, referente S-nodi/Caritas
“L’alleanza tra mondo sociale e mondo economico: una sfida civile per persone e territori”

don Luigi MILANO, parroco di Gragnano
“L’esperienza dei ragazzi del Mulino di GRAGNANO”

Francesca BUSNELLI, docente di Psicologia all’Università la Sapienza di Roma e all’Università Pontificia Salesiana nel curricolo di Pedagogia Sociale
“L’accompagnamento al lavoro tra vecchi modelli e nuove professioni” 

Visita il sito ufficiale: www.spaziofrattotempo.it

 Follow on LinkedIn | Facebook | 

Cartolina di invito f/r

 

 

Manifesto del seminario