Labs To Future: l’intervento di Marzia Sica, Responsabile obiettivo persone Fondazione Compagnia di San Paolo

Martedì 5 marzo 2024 si è tenuto l’evento conclusivo del progetto Labs to Learn: “Labs To Future: Il percorso – I risultati – Le sfide“.

L’appuntamento, che ha occupato gli ambienti di Torino-Valdocco per tutta la mattinata, ha visto alternarsi oltre 30 relatori alla presenza di più di 300 ragazzi delle scuole aderenti al progetto.

Disponibile di seguito l’intervento di Marzia Sica, Responsabile obiettivo persone Fondazione Compagnia di San Paolo, all’interno del panel di approfondimento “La comunità educante tra apprendimento ed inclusione. Cosa serve, cosa manca.“.

Marzia nel suo intervento ha parlato della necessità delle Fondazioni di innovare accompagnando la tensione trasformativa:

Innovare vuol dire accompagnare la tensione trasformativa che attraversa soggetti vari che si trovano a rispondere a bisogni, aspirazioni e progetti educativi con la consapevolezza che nessuno è in grado di farcela da solo. Lavorare insieme per l’innovazione vuol dire essere consapevoli che lavorare insieme vuol dire essere più efficaci: non perché non si è capaci ma perché si è capaci insieme.

Ha inoltre espresso l’importanza delle comunità e di andare oltre i propri confini:

Le Fondazioni sono accompagnatori di trasformazioni che avvengono in comunità educanti, che non sono solo reti ma spazi di condivisione, progettazione e co-progettazione con soggetti multipli.

In queste comunità innovare vuole dire anche sconfinare: essere capaci ed avere il coraggio di non rimanere chiusi nei propri schemi mentali e nelle proprie pratiche. Grazie alla comunità si può provare ad andare oltre, perché innovare vuol dire superare i confini.

Il progetto Labs To Learn è stato selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile ed è nato con l’intento di contrastare la dispersione scolastica e prevenire la povertà educativa, incrementando il numero dei giovani con difficoltà che assolvono l’obbligo scolastico, accedono alla formazione superiore e/o all’inserimento lavorativo, avviando un percorso di crescita personale secondo le proprie inclinazioni e aspirazioni.

Weekend conclusivo secondo anno Buoni Cristiani e Onesti Cittadini

“Se non state dove si prendono le decisioni la storia vi passerà sopra”.

Il 17 e il 18 febbraio 2024 si è concluso il secondo anno di “Buoni Cristiani Onesti Cittadini”, un percorso formativo triennale rivolto a giovani universitari e lavoratori di età compresa tra i 19 e i 29 anni che nel suo secondo anno ha affrontato il tema dell’ecologia e della cura della “casa comune”, a partire dall’Enciclica “Laudato sì” e dell’Esortazione Apostolica “Laudate Deum” nella quale Papa Francesco ha voluto sollecitare ogni uomo e donna alla necessità di reagire perché “l’impatto climatico è un problema sociale globale intimamente legato alla dignità della vita umana”.

I relatori invitati, esperti, professionisti ma soprattutto testimoni di ricerca, di azione e di vita donata per il bene comune, hanno accolto l’invito a guidare i giovani presenti a riflettere sulla necessità e sull’urgenza di essere protagonisti di un cammino in cui l’impegno di ciascuno ha anche fare con la dignità umana e i grandi valori.

Due interventi e un’esperienza di ascolto sul territorio hanno caratterizzato la prima parte del weekend.

Primo step: “Alcune linee di orientamento nell’azione” 

Grazie alla presenza del professore Leonardo Becchetti, si è dato spazio ad una riflessione sull’urgenza di una transizione ecologica, fondamentale per il clima, la salute e la pace. 

In particolare, queste le domande a lui fatte in preparazione dell’incontro: 

  • come si possono tenere insieme sviluppo economico, sostenibilità ambientale e giustizia sociale? 
  • Come possono essere coinvolti i cittadini ? Che ruolo hanno i cittadini e le comunità locali? Che ruolo abbiamo noi?
  • Cosa ha a che fare la felicità con la nostra vita?

Leonardo Becchetti ha risposto approfondendo i seguenti aspetti:

  1. Anatomia e patologia: il mondo ha una serie di problemi, il corpo sociale è affetto da comorbilitá ovvero una serie di malattie tutte correlate tra loro.
  2. La cura, una visione di salute: guarire il corpo sociale. Decrescita, benessere e felicità.
  3. Le ricette e in che modo ciascuno può essere coinvolto.

Primo aspetto: l’innalzamento della temperatura globale è un dato che nessuno può più negare anche se rimane il rischio dell’iperazionismo. Tutto è correlato: inflazione, mercato del lavoro, disuguaglianza, povertà, individualismo, meno fiducia nelle istituzioni, complottismo, populismo. 

È necessaria una grande rivoluzione, una transizione: creare valore economico ma in modo sostenibile con il riciclo, con il riuso, con la rigenerazione, con materia seconda. 

Secondo aspetto: la cura dipende dalla visione della persona, della cultura, del benessere e dell’azione politica. Interessante, è stato l’approfondimento del benessere inteso come generativitá da cui deriva la felicità. “Abbiamo bisogno di cose che siano generative”, perché “la felicità ha il massimo impatto sociale – ambientale”, “più la vita è generativa più siamo felici”, e siamo generativi se siamo utili.

Ultimo aspetto: “l’arte delle relazioni” è ciò su cui soffermarsi. Nelle scuole occorrerebbe insegnare la cooperazione necessaria per cambiare e creare giustizia che passa attraverso il dono. “Questa è l’economia del Vangelo!”.

Il prof. Becchetti ha concluso riprendendo la frase di Don Bosco che dà il nome al cammino dei giovani presenti evidenziando come la qualità della politica dipende dalla qualità dei cittadini. 

I giovani, invitati ad una consapevolezza sulla loro ricerca di senso che li può guidare nei loro desideri di generativitá, hanno potuto comprendere la complessità e l’interconnessione esistente tra l’uomo e la casa da lui abitata, capirne le origini e gli effetti guardando alla felicità individuale che è tale se vissuta nella e per la Comunità.

Secondo step: Il principio del bene comune” 

La presenza del dottor Giancarlo Caselli è stata un’opportunità preziosa di incontro e ascolto di chi ha fatto della propria vita una testimonianza autentica di giustizia.

Ex allievo dei salesiani, ha citato don Bosco evidenziando il grande merito di essere stato capace di abitare il suo tempo senza cedere alle mode, decidendo di cambiare il sistema educativo con coraggio e investendo sul mondo giovanile.

La sintesi “Buoni Cristiani e Onesti cittadini” affianca la fede alla vita sociale:

“Don Bosco parte dall’onestà come senso della giustizia vissuto nell’intimità della propria coscienza per essere più liberi, solidali, buoni, educati”.

Il dottor Caselli ha proseguito delineando il tema della legalità che riguarda tutti, ricordando che la legalità “conviene” perché si vive meglio. L’illegalità al contrario crea povertà: illegalità economica, corruzione e mafia il cui fatturato toglie risorse ai cittadini. 

Questa premessa ha consentito di comprendere da subito il motivo per cui all’interno del percorso di “Buoni Cristiani e Onesti cittadini” fosse un’opportunità approfondire il tema delle mafie e delle agromafie.

In particolare, è stato evidenziato come l’agroalimentare sia un settore portante della nostra economia e che in quanto tale attira opacità, irregolarità, illegalità, mafiosi.

La presenza delle agromafie va dalla terra, allo scaffale, alla tavola e l’illecito ha un impatto ambientale: il traffico illecito dei rifiuti, lo sversamento dei liquami tossici nei terreni e nei corsi d’acqua con conseguenti danni spesso irreparabili. Questi sono i temi che rappresentano una delle emergenze e sfide cruciali dell’attuale sistema giuridico, sociale ed  economico.

L’analisi del settore alimentare, in particolare della sua contraffazione, ha permesso ai giovani di riflettere sulla necessità del non essere miopi, di parlare anche di questi problemi presenti nella nostra quotidianità, di capire, di approfondire tutte le volte in cui è possibile senza cedere all’”indifferentismo”, a non cadere nell’indifferenza alla politica (citando alcuni passaggi del discorso sulla Costituzione di Pietro Calamandrei fatto ai giovani milanesi il 26 gennaio del 1955).

I giovani hanno potuto dialogare con il dott. Caselli il quale ha saputo rispondere con la grinta che lo contraddistingue incoraggiandoli a partecipare alla vita della polis, alla vita della Comunità, in prima persona, stando insieme, l’un l’altro concludendo con una frase di Don Tonino Bello:

“Gli uomini hanno un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati”. 

Esperienza sul territorio

Dopo la cena condivisa con il gruppo dell’Animazione Missionaria, i giovani sono stati stati accolti al Sermig.

Qui hanno potuto ascoltare il racconto circa le attività di rete presenti nell’Arsenale della Pace per lo sviluppo di progetti sostenibili nei paesi in via di sviluppo, finalizzati a produrre auto sviluppo che incoraggia l’avvio di attività produttrici di reddito, valorizzando le risorse e le opportunità locali e offrendo risposte concrete e durevoli al bisogno di lavoro e sviluppo. 

La serata è terminata con un momento di preghiera nella cappella del Sermig, guidato da don Fabio Mamino in cui i giovani hanno affidato quanto ascoltato e le persone incontrate. 

Terzo step: “Ecologia della vita quotidiana” 

Una possibile strada per coniugare sviluppo economico e sostenibilità sociale ed ambientale è quella dell’economia circolare. Tale concetto, già presentato durante il primo anno di “Buoni Cristiani Onesti Cittadini”, è stato ripreso e ampliato con un intervento della dott.ssa Nadia Lambiase, presidente di Mercato Circolare srl, che ne ha evidenziato la stretta correlazione tanto con le tematiche economiche quanto con quelle ecologiche e politico – sociali, sollecitando i presenti a ritornare al punto di vista con il quale scegliamo di guardare il mondo. “Il nostro modo di vivere dipende dalla nostra postura, dal nostro sguardo”. 

114 sono le definizioni di economia circolare, darne una è una scelta politica.

Lo scopo è di mettere in piedi uno sviluppo sostenibile che tiene insieme la sfera ambientale, sociale ed economica ma anche una sfera temporale per un’equità sociale, una prosperità ambientale e un benessere economico per oggi e per domani. 

Dato questo assunto, Nadia Lambiase ha illustrato le 10 R dell’economia circolare affermando come un nuovo paradigma, declinabile su scale diverse, realizzi uno sviluppo sostenibile.

Diverse sono le esperienze e le scelte di azione che ognuno nel proprio quotidiano può mettere in pratica:

  • rifiutare, agire diversamente da come si è abituati a fare mettendo in piedi una pratica di allungamento della vita,
  • ripensare il proprio modo di usare, di rapportarsi con gli oggetti, con i servizi pubblici, 
  • riutilizzare e ricontenere,
  • riparare, riconvertire,
  • riciclare.

Per provare a mettere all’opera il proprio spirito critico come cittadine e cittadini, Nadia Lambiase ha presentato due documenti redatti dal Comune di Torino, “Piani d’azione locale del progetto Respondet (economia circolare e comunità energetiche)” e “Local Green Deal”, progetto Sme4Green (economia circolare e cibo) e ha invitato i giovani a dare il proprio contributo immaginando di essere l’amministrazione Comunale di Torino che deve decidere quali azioni mettere in campo, in particolare, nei seguenti ambiti:

  • incentivo alla raccolta separata per ridurre la produzione dei rifiuti, 
  • incentivo per tutti i servizi che allungano la vita,
  • riduzione dello spreco e approvvigionamento locale ed educazione alimentare sana ed equilibrata,
  • supporto ai mercati rionali e incentivi ai cittadini sull’utilizzo del mercato di prossimità rispetto alla grande distribuzione.

Diverse e interessanti sono state le idee e le proposte, tutte con un denominatore comune: il valore, la dignità, il benessere della persona radicata nella propria comunità, su un territorio. 

 Ultimo step: “La nostra terra, essere changemakers”

A conclusione del percorso, i giovani hanno dedicato tempo e spazio a fare una prima sintesi del cammino attraverso un questionario di verifica e un’ultima domanda sull’amore sociale con cui Papa Francesco conclude la Laudato Sì: Per rendere la società più umana, più degna della persona, occorre rivalutare l’amore nella vita sociale a livello politico economico culturale facendone la norma costante suprema dell’agire“.

La plenaria è terminata con un momento di condivisione da cui è emerso la gratitudine di un percorso in cui équipe e i giovani presenti hanno deciso di far parte di un cambiamento. 

La scelta di un cammino in cui blindare un tempo per l’incontro, l’ascolto, per la formazione che non è solo informazione ma acquisizione di chiavi di lettura critica, di speranza, di generativitá è il frutto e il seme di Buoni Cristiani Onesti Cittadini. 

I giovani hanno sperimentato la presenza di tanti giovani e di tanti uomini e donne che OGGI come changemakers riconoscono nell’invito di Santità di San Giovanni Bosco la strada da percorrere.

Lettera dell’Ispettore – Marzo 2024

Si riporta di seguito la lettera dell’Ispettore del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania don Leonardo Mancini per il mese di marzo 2024.

Valdocco, 28 Marzo 2024
Giovedì Santo

A confratelli e laici corresponsabili di
Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania

Carissimi/e,
un saluto cordiale a tutti voi.

La Pasqua è ormai vicina e quindi desidero farvi giungere i miei auguri per la festa più importante della nostra fede. Quella da cui ha avuto origine “tutto”: la Chiesa come comunità dei credenti, Don Bosco e la Famiglia Salesiana, ognuno/a di noi battezzati… Tutto nasce – o, meglio, rinasce radicalmente nuovo – dalla Passione, Morte e Risurrezione di Cristo.

Lo sappiamo. E sappiamo anche che annunciare Cristo morto, risorto e salvatore del mondo, vincitore per sempre sul peccato e sulla morte, è il dono più grande che possiamo fare ai giovani. Ce lo ricordano con forza le Costituzioni salesiane all’articolo 34; esse si esprimono così:

«Questa Società nel suo principio era un semplice catechismo».

Anche per noi l’evangelizzazione e la catechesi sono la dimensione fondamentale della nostra missione. Come Don Bosco, siamo chiamati tutti e in ogni occasione a essere educatori alla fede. La nostra scienza più eminente è quindi conoscere Gesù Cristo e la gioia più profonda è rivelare a tutti le insondabili ricchezze del suo mistero. Camminiamo con i giovani per condurli alla persona del Signore risorto affinché, scoprendo in lui e nel suo Vangelo il senso supremo della propria esistenza, crescano come uomini nuovi. La Vergine Maria è una presenza materna in questo cammino. La facciamo conoscere e amare come Colei che ha creduto, aiuta e infonde speranza.

Se vogliamo – e vogliamo certamente – camminare con i giovani per condurli alla persona del Signore risorto, abbiamo bisogno prima di tutto di stare con loro, di conoscerli e di amarli; e quindi di capire quali siano i canali di comunicazione più adatti per far giungere loro il “primo annuncio” della Risurrezione, il kerigma, quello che Papa Francesco nella Evangelii Gaudium traduce così: “Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti” (EG 164). Dobbiamo partire dalla constatazione che la maggior parte dei ragazzi che intercettiamo non sanno molto di Cristo. Alcuni non ne hanno mai sentito parlare; altri solo occasionalmente, in forma frammentata e disordinata, e in contesti non sempre adeguati; sono un “piccolo resto” quelli che hanno un cammino di fede relativamente solido… Anche a questi ultimi tuttavia, come a noi stessi ogni anno, l’annuncio va reiterato. Scrive a questo proposito ancora la Evangelii Gaudium: Quando diciamo che questo annuncio è “il primo”, ciò non significa che sta all’inizio e dopo si dimentica o si sostituisce con altri contenuti che lo superano. È il primo in senso qualitativo, perché è l’annuncio principale, quello che si deve sempre tornare ad ascoltare in modi diversi e che si deve sempre tornare ad annunciare… (EG 164).

La sfida è notevole. Siamo educatori della fede, che hanno la missione di condurre i giovani al Risorto. La condizione è di aver già fatto noi il percorso con Lui verso Emmaus e ritorno, e di desiderare di tornare a compierlo con loro. Dobbiamo prima noi – come capita a Cleopa ed all’altro discepolo – essere passati da occhi impediti a riconoscerlo, ad occhi spalancati sulla gioia senza fine. Da stolti e lenti di cuore, a cuori ardenti di carità, capaci di scoprire nella storia, attraverso le Scritture, le tracce di Dio. Dobbiamo prima noi aver vissuto ed imparato – alla scuola della Maestra – le dinamiche che portano a diventare agnelli mansueti… umili, forti e robusti!

Allora sì, possiamo tornare a fare Pasqua noi, e far fare Pasqua ai giovani che accompagniamo, regalando loro il primo annuncio della fede in Gesù!

Auguri dunque. E buon cammino, rigustando il primo annuncio, per noi e con i giovani.

Concludo con tre notizie di famiglia.

Il 2 aprile iniziamo a Valdocco l’11° Capitolo ispettoriale. Speriamo e preghiamo perché possa essere un evento di grazia.

Il 6 aprile verranno conferiti a Torino-Crocetta i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato a diversi confratelli studenti di Teologia.

Il 4 maggio al Colle Don Bosco, “casa madre” del sogno, si svolgerà la festa ispettoriale. Partecipiamo volentieri a questi eventi con la preghiera, con l’affetto ed anche con la presenza!

Vi auguro di cuore

una serena e santa Pasqua di Risurrezione

Con grande affetto in Don Bosco,

Don Leonardo Mancini
Ispettore ICP

I ragazzi del Maker Lab di Alessandria protagonisti di due eventi eccezionali!

Il 5 marzo, durante l’evento conclusivo Labs To Future a Valdocco, era presente anche il gruppo di ragazzi proveniente da Alessandria.

Questo gruppo era composto da 11 studenti dell’IC Carducci Vochieri, insieme a due docenti, in collaborazione con l’oratorio salesiano.

Tra gli studenti c’erano sia quelli che stavano partecipando all’edizione del Maker Lab di quest’anno, sia alcuni che avevano partecipato alle edizioni precedenti.

Durante la mattinata, hanno esplorato alcuni stand e partecipato alle attività proposte dagli altri Maker Lab degli oratori salesiani piemontesi.

Hanno affrontato con entusiasmo attività come videomaking, tipografia, musica digitale, robotica e altre ancora.

Hanno anche visitato lo stand curato dall’educatrice dell’Oratorio Don Bosco di Alessandria e dal formatore di CNOS-FAP Alessandria, dove hanno potuto ammirare i giochi stampati in 3D realizzati da loro stessi durante il laboratorio tenutosi da novembre a febbraio.

All’edugame finale, sul tema “L’ambiente è in gioco – Save the planet“, il gruppo si è classificato al terzo posto, rispondendo correttamente e rapidamente alle domande.

I ragazzi hanno apprezzato questa giornata scolastica diversa dal solito ricca di attività avvincenti!

Il 14 marzo, i ragazzi dell’IC Carducci Vochieri hanno concluso l’ultima edizione del Maker Lab intitolata La Bottega dei Giochi con una presentazione del loro percorso presso l’aula magna della scuola.

Durante questa restituzione, hanno condiviso i loro progetti finali con i compagni di scuola e di classe, permettendo loro di sperimentare i giochi realizzati con la stampante 3D in piccoli gruppi e seguendo un programma orario organizzato per garantire a tutti l’opportunità di partecipare.

Nel pomeriggio, anche le tre sezioni della classe V della scuola primaria hanno partecipato alla mostra.

Durante l’esposizione, gli studenti hanno mostrato e utilizzato sette giochi diversi, realizzati con forme, stili e tipi di stampanti 3D differenti, alcuni con la stampante a filamento PLA e altri con resina.

Ognuno di loro ha avuto una postazione dedicata dove è stato presentato il proprio progetto insieme a una breve esposizione preparata durante il percorso.

Inoltre, oltre a illustrare le regole del gioco, i ragazzi hanno spiegato quali materie scolastiche sono state coinvolte durante gli incontri, come educazione civica, matematica, italiano, tecnologia, e hanno discusso del concetto di Maker Lab.

In seguito a questa proficua collaborazione speriamo di rivedere in oratorio i ragazzi che hanno preso parte al Maker Lab.

In arrivo l’MGS DAY! – 7 aprile 2024

In arrivo il 7 aprile 2024 l’MGS DAY a Torino-Valdocco!

Il fitto programma della giornata prevede:

  • 9.30 Accoglienza
  • 10.30 Lancio della giornata
  • 11.00 Testimonianze
  • 12.30 S. Messa
  • 13.30 Pranzo al sacco
  • 14.30 Gioco
  • 15.15 Condivisione
  • 16.00 Momento finale e saluti

L’ingresso sarà dal cortile San Giuseppe.

INFORMAZIONI e ISCRIZIONI:

L’iscrizione alla giornata ha un costo di € 5.

Rivolgersi al responsabile del proprio centro per iscriversi.

Info:

Gli Esercizi Spirituali dei Direttori e delle Direttrici a Mornese

Da domenica 10 marzo a sabato 16, i Direttori e le Direttrici del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania si sono radunati a Mornese (Mazzarelli) per gli Esercizi Spirituali. Giorni molto intensi guidati da don Beppe Roggia.

Da parecchi anni in Piemonte non si proponevano più Esercizi Spirituali congiunti tra direttori e direttrici e l’“esperimento” ha soddisfatto pienamente.

Don Beppe ha proposto le riflessioni del mattino a partire dalla Lettera ai Colossesi e al pomeriggio la lettura storico-spirituale del sogno dei nove anni.

La giornata in silenzio, eccetto la cena e il dopo cena, ha creato l’ambiente per ricevere e ruminare i contenuti nella riflessione e nella preghiera, ma anche negli scambi spirituali.

La preghiera insieme è stato un momento di grande beneficio perché si è constatata “spontaneamente” la serietà e la sintonia di stili e ed esigenze spirituali tra SDB ed FMA.

L’accoglienza, curata e signorile nella semplicità è stata la ciliegina sulla torta.

La vicinanza tra le nostre case che condividono i confini della stessa Regione anche come territorio ispettoriale, facilita sicuramente i contatti futuri che abbiamo ipotizzato nella verifica finale.

Labs To Future: l’intervento di don Stefano Aspettati, Superiore dei Salesiani dell’Italia Centrale e Delegato di Emarginazione e Disagio

Martedì 5 marzo 2024 si è tenuto l’evento conclusivo del progetto Labs to Learn: “Labs To Future: Il percorso – I risultati – Le sfide“.

L’appuntamento, che ha occupato gli ambienti di Torino-Valdocco per tutta la mattinata, ha visto alternarsi oltre 30 relatori alla presenza di più di 300 ragazzi delle scuole aderenti al progetto.

Disponibile di seguito l’intervento di don Stefano Aspettati, Superiore dei Salesiani dell’Italia Centrale e Delegato di Emarginazione e Disagio, all’interno del panel di approfondimento “La comunità educante tra apprendimento ed inclusione. Cosa serve, cosa manca.“.

Don Stefano nel suo intervento ha parlato del ruolo dell’oratorio salesiano:

L’oratorio è una realtà per sua natura dinamica essendo non in prima istanza un luogo ma un criterio. Una casa, una parrocchia, un cortile ed una scuola. Questa fa si che non ci possa essere una modalità ed una struttura fissa. Non può essere solo un luogo dove si offrono dei servizi: deve mantenere la sua caratteristica di informalità e di comunità, che prima di essere una rete occorre che parta dall’interno.

Una comunità che deve saper mettere al centro i giovani ed il loro protagonismo, in dialogo ed inserita in una comunità più vasta. Un oratorio che non può rinunciare alla sua proposta religiosa e che non può ridursi ad agenzia di servizi educativi e sociali.

Ha inoltre evidenziato l’importanza per le istituzioni di riconoscere la professionalità e il lavoro presenti negli oratori:

Portare un senso ed aprire le porte dell’interiorità anche ai giovani più in difficoltà è un dovere non solo una possibilità. Il bene va fatto bene e questo passa inesorabilmente attraverso una professionalità, che deve essere riconosciuta dalle istituzioni.

Il progetto Labs To Learn è stato selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile ed è nato con l’intento di contrastare la dispersione scolastica e prevenire la povertà educativa, incrementando il numero dei giovani con difficoltà che assolvono l’obbligo scolastico, accedono alla formazione superiore e/o all’inserimento lavorativo, avviando un percorso di crescita personale secondo le proprie inclinazioni e aspirazioni.

CNOS-FAP Piemonte presente a DIDACTA 2024 con il progetto “GREEN is NOW!”

Dal sito CNOS-FAP.

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I modelli innovativi di didattica, le opportunità, le sfide e i pericoli dell’intelligenza artificiale, l’Erasmus italiano, l’Alta formazione. Sono solo alcuni dei temi che verranno affrontati negli appuntamenti promossi dal ministero dell’Università e della Ricerca con in collaborazione con la Conferenza dei rettori delle università italiane nella tre giorni di Didacta, la fiera più importante legata alla didattica, che vedrà la presenza attiva di CNOS-FAP, la formazione professionale salesiana.

A Firenze, dal 20 al 22 marzo, si terrà dunque Didacta, dedicata quest’anno proprio a San Giovanni Bosco:

“L’edizione 2024 di DIDACTA ITALIA è dedicata a Don Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani – padre e maestro della gioventù – nel ricordo di Giovanni Paolo II”.

Suo il pensiero con il quale l’organizzazione ha motivato la dedica:

“In ognuno di questi ragazzi v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare.”

Tra le tante proposte, CNOS-FAP Regione Piemonte, con Sara Spata e Mauro Cerone, gestirà l’evento “GREEN IS NOW. La sostenibilità ambientale nella didattica quotidiana degli Istituti di Formazione Professionale – CNOS-FAP Piemonte”, dove presenteremo il progetto GREEN IS NOW.

I dettagli dell’incontro e la possibilità di prenotare il posto si possono trovare QUI.

GREEN IS NOW è un progetto composito che, attraverso la didattica esperienziale, porta i ragazzi e le ragazze della IeFP a riflettere sulla sostenibilità ambientale partendo dagli obiettivi dell’Agenda 2030.

Tramite compiti di realtà il progetto mette in evidenza le competenze green e porta alla consapevolezza dei temi oramai indispensabili per porre il giusto livello di attenzione verso il nostro pianeta e verso il benessere umano integrale.

Siamo naturalmente molto felici di poter unire due tematiche così importanti come la cura del pianeta e “l’intelligenza nelle mani tipica delle scuole professionali salesiane, in un evento così tanto rilevante e importante.

Savio Club: il video diario del weekend di Valdocco

Il 9 e il 10 marzo 2024 a Valdocco si è svolto alla presenza di circa 300 ragazzi a giornata, più l’equipe, il secondo appuntamento dei Savio Club.

È disponibile il video diario dell’evento dove don Alberto Goia, delegato di Pastorale Giovanile, don Fabiano Gheller, incaricato dell’Animazione Vocazionale, e suor Paola Casalis, FMA, spiegano insieme ad alcuni membri della equipe i temi affrontati e cosa significa vivere i Savio Club:

 

REBA DROP: un progetto di Solidarietà e Innovazione al Maker Lab Rebaudengo

Venerdì 9 febbraio 2024, presso la scuola media Bernardo Chiara, i giovani partecipanti del progetto Labs To Learn hanno presentato alla scuola il frutto del loro impegno: il progetto “REBA DROP” realizzato al Maker Lab.

Questo evento segna il culmine di un percorso iniziato il 27 ottobre 2023, quando i dieci ragazzi delle scuole secondarie di primo grado Bernardo Chiara e Da Vinci, si sono incontrati per la prima volta presso l’oratorio.

Fin dall’inizio, il gruppo si è distinto per il suo entusiasmo e la sua determinazione. Nonostante provenissero da contesti diversi e molti di loro non si conoscessero, hanno dimostrato un forte spirito di squadra e una buona capacità di lavorare insieme verso un obiettivo comune.

Durante il percorso, i ragazzi hanno affrontato diverse attività, dalla creazione dei loro loghi e volantini alla riflessione su temi importanti come l’importanza dell’utilizzo sano di internet e dei social, il cambiamento climatico e temi come bullismo e cyberbullismo.

Hanno imparato a comunicare in modo efficace, a prendere decisioni di gruppo e a trasformare le loro idee in azioni concrete.

Il culmine del loro lavoro è stato il progetto di avvio di una start up simulata dal nome: “REBA DROP”: un’azienda sociale che si propone di produrre e vendere bottigliette d’acqua, reinvestendo i profitti per la costruzione di pozzi e acquedotti in Kenya.

Questo progetto non solo affronta il problema della scarsità d’acqua in alcune comunità africane, ma promuove anche la consapevolezza ambientale e l’impegno sociale tra i giovani.

Cliccando QUA si può visitare il sito della start-up.

La presentazione del progetto alla scuola è stata un momento emozionante per tutti i partecipanti. I ragazzi hanno mostrato con orgoglio il loro lavoro, spiegando il processo di creazione dell’azienda e il suo impatto positivo sulla comunità globale.

Il successo di “REBA DROP” è una testimonianza del potenziale dei giovani quando vengono forniti gli strumenti e l’opportunità di esprimere le loro idee.

Grazie al loro impegno e alla loro creatività, i ragazzi hanno dimostrato che anche le piccole azioni possono avere un grande impatto e che insieme possiamo costruire un futuro migliore per tutti.