Missioni Don Bosco: la risposta salesiana al terremoto in Venezuela

Ieri un’altra forte scossa di terremoto, ancora molta paura in Venezuela.

Per far fronte alla situazione di grave emergenza i missionari salesiani hanno predisposto un piano di aiuti. Stanno fornendo assistenza umanitaria alle famiglie vulnerabili e al personale delle scuole e dei centri salesiani attraverso la distribuzione di beni di prima necessità, generi alimentari, prodotti per l’igiene, medicine e un sostegno economico di emergenza. Vogliono poter garantire questi aiuti per un periodo di tre mesi, ma hanno bisogno di un nostro aiuto, ora!

Poche ore dopo le prime due potenti scosse, p. Jorge Elías Ghazal Mora, appena nominato Ispettore salesiano a Caracas, ha scritto a Missioni Don Bosco ETS:

“Siamo attenti e solidali con coloro che hanno subìto le conseguenze di questo forte terremoto. Restiamo uniti e preghiamo che Dio ci liberi dalla sventura e ci conceda la grazia e la forza necessarie per dare il nostro contributo”.

Quando la terra trema bisogna aggrapparsi al cielo e alle mani di chi cammina con noi” ha risposto don Luca Barone, Presidente di Missioni Don Bosco ETS. L’ente salesiano si è mobilitato immediatamente per pregare e per affidare a Dio le persone decedute e quelle rimaste con la sofferenza e la devastazione dei loro beni. Ed ha lanciato l’appello ai benefattori, grazie al quale sono stati raccolti primi 30 mila euro: “vediamo le mani alzate al cielo e quelle di tantissimi che hanno risposto con generosità alla richiesta di aiuto” ha osservato don Barone.

La situazione più difficile è quella di La Guaira, la città vicina al mare, con moltissimi palazzi distrutti. Sono parecchie le case salesiana colpite: Sarri, Altamira, La Dolorita. Le strutture hanno subìto danni ma nessuna è crollata.

Il Rettor Maggiore dei salesiani, don Fabio Attard, ha espresso sua vicinanza, dicendo:

“Seguiamo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Venezuela. Desidero esprimere la mia vicinanza personale e quella di tutta la Congregazione Salesiana ai confratelli, ai giovani e alle famiglie colpite”.

A cinque giorni dall’evento catastrofico, purtroppo scendono le probabilità che i dispersi siano ritrovati ancora vivi, ma la speranza è concreta grazie a salvataggi avvenuti e in corso. Cresce invece il bilancio dei danni e delle necessità delle famiglie che hanno perso tutto.

Don Barone riferisce quanto raccolto nei ripetuti scambi telefonici e via e-mail con i confratelli a Caracas. Osserva “una nazione dove i giovani stanno diventando i primi protagonisti di una catena di solidarietà che si è attivata rapidamente”. In questa dinamica, un ruolo importante è quello degli oratori e delle scuole.

“La rete salesiana del Paese sta garantendo la sicurezza dei nostri invii di aiuti sul campo, e io mi faccio voce per ringraziare chi, anche in questa occasione, è stato pronto a darli”.

La relazione di Missioni Don Bosco ETS con la comunità salesiana del Paese sudamericano si è rinforzata nell’ultimo decennio a seguito dell’acutizzarsi della grave crisi economica e sociale. La stessa attività dei Figli di Don Bosco ha risentito pesantemente dell’impoverimento generale, fra la popolazione che ha patito ripetute crisi alimentari e sanitarie. Alla debolezza dei servizi sociali, la rete dei religiosi ha cercato di garantire accoglienza, cibo e cure alle famiglie delle parrocchie e ai ragazzi degli oratori, nelle città come nelle aree rurali. Anche in questi giorni la gente è andata a trascorrere la notte nelle strutture salesiane disponibili. La situazione già difficile per il popolo venezuelano, con questo evento rischia di diventare disastrosa.

Dopo aver vissuto questi momenti di tensione e angoscia, ringraziamo Dio che stiamo tutti bene” commenta p. Mora. Il presidente di Missioni Don Bosco ETS rilancia l’appello a chi voglia essere “un pezzo di cielo sicuro, lì dove la terra non lo è stata“.

Aiutaci a sostenere le prime 450 famiglie sfollate

Il tuo contributo ci permetterà anche di fornire generi alimentari essenziali a 10 comunità salesiane e sostegno economico a 200 membri del personale dei Centri:

  • Con 30€ contribuisci ad acquistare un kit di primo soccorso
  • Con 80€ aiuti le famiglie sfollate, ora accolte nelle case salesiane
  • Con 200€ garantisci generi alimentari per 5 persone per un mese!

Cagliero 11 – “Umanità” – Luglio 2026

Si allega di seguito il Cagliero 11 n°211 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Luglio 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

“Preghiamo per il rispetto e la difesa della vita umana in ogni sua tappa, riconoscendola come dono di Dio.”

Per il rispetto della vita umana.

Cari amici,

l’opera missionaria inizia con l’incontro e l’ascolto, come ci ha insegnato Don Bosco. La tecnologia e i social media favoriscono in modo significativo la comunicazione e l’evangelizzazione, raggiungendo rapidamente i giovani, diffondendo ampiamente il Vangelo e colmano le distanze. Tuttavia, in vero stile salesiano, nulla può sostituire l’incontro personale.

Una volta, un anziano missionario mi disse: “I giovani possono essere stimolati da video, progetti o messaggi online, ma ricordano quando li abbiamo ascoltati, chiamati per nome, quando abbiamo giocato con loro e camminato al loro fianco”. Questi gesti creano fiducia, amicizia e apertura verso Dio.

Questa è la comunicazione salesiana: la presenza. Don Bosco ha conquistato i cuori attraverso l’amicizia, la gentilezza, la compagnia gioiosa e lo spirito di famiglia dell’Oratorio – per poi educare a Cristo. Oggi gli strumenti digitali sono preziosi, ma la vicinanza umana viene prima di tutto. I giovani non cercano solo informazioni, ma comprensione, accoglienza e compagnia. Prima di ogni post o progetto, diamo priorità a un cuore pronto all’incontro.

Cari amici, utilizziamo la tecnologia con saggezza, ponendo al centro della nostra missione l’incontro salesiano – come Don Bosco – con la presenza, la gentilezza e l’amore per i giovani più poveri.

Don Fidel Orendain SDB,
Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale

Basilica Maria Ausiliatrice: inaugurazione della mostra dedicata al 150° del settimanale diocesano “La Voce e il Tempo”

La Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco ha accolto una serata di grande valore culturale e spirituale, pensata per mettere in dialogo memoria, attualità e bellezza.

Sabato 27 giugno alle ore 20.30 è stata inaugurata la mostra dedicata alla storia dei giornali diocesani La voce il Tempo“, “La Voce del Popolo” e “Il nostro tempo, un percorso espositivo che attraversa oltre un secolo di vita ecclesiale e civile del territorio torinese.

A presentare la mostra sono stati don Bruno Ferrero, Direttore del Bollettino Salesiano, e la dott.ssa Marina Lomunno, giornalista e caporedattore del settimanale diocesano La Voce e il Tempo. La serata ha preso ispirazione da un versetto del profeta Isaia: “Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie (Is 40,9).

Un invito rivolto al popolo in esilio, ma che risuona anche nel nostro presente: annunciare la liberazione, la salvezza, il bene possibile. In questa prospettiva si colloca la missione della stampa cattolica, chiamata a dare voce non solo alle difficoltà del nostro tempo, ma anche al tanto bene che germoglia nella nostra diocesi grazie alla sinergia delle realtà ecclesiali.

Come comunità salesiana di Valdocco, siamo lieti di ospitare questa mostra che esprime comunione con la Chiesa locale e desiderio di sostenere e valorizzare il cammino dei media cattolici.

Una mostra che attraversa la storia

L’esposizione, composta da 24 pannelli, mette a confronto 20 prime pagine storiche con i grandi temi che ancora oggi interrogano la società:

  • il rinnovamento della Chiesa e l’evangelizzazione
  • i travagli della democrazia
  • la crisi industriale
  • la guerra
  • la forza del volontariato

Le prime pagine selezionate – tra oltre 10.000 conservate negli archivi del Centro Giornali Cattolici – mostrano come le gioie e le paure dell’umanità, i sogni e le fatiche, ritornino nella storia con domande sempre attuali: che cosa conta davvero nella vita? La cronaca recente dialoga così con il passato, rivelando continuità, cicli, memorie che illuminano il presente.

Date e orari della mostra

La mostra resterà esposta in Basilica da domenica 28 giugno a domenica 12 luglio 2026 ed è visitabile ogni giorno negli orari di apertura:

  • da lunedì a sabato: 6.30–13.00 e 14.00–19.00
  • domenica: 7.30–22.30 (orario continuato)

Un’occasione per scoprire, attraverso le pagine dei giornali, la storia viva della nostra diocesi e il cammino di una comunità che continua a “alzare la voce” per annunciare il bene.

Accanto a chi resiste: il viaggio di Missioni Don Bosco in Ucraina

Comunicato Stampa a cura di Missioni Don Bosco.

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Don Luca Barone, Presidente di Missioni Don Bosco, visita le opere salesiane in
Ucraina per portare vicinanza e sostegno a giovani e famiglie segnati dal conflitto

Viaggio in Ucraina di don Luca Barone, in qualità di Presidente di Missioni Don Bosco. Porterà ai confratelli salesiani la conferma della fraterna vicinanza, che continuerà dall’Italia a inviare aiuti – come possibile nell’attuale contesto di guerra – alla popolazione per le necessità materiali e morali.

“Il senso è di andare incontro a fratelli e sorelle che soffrono e lottano per la quotidianità di una vita dignitosa e in pace” spiega alla partenza oggi don Barone. “È l’impegno di portare un messaggio di speranza sulle strade del mondo”.

È nota la situazione bellica che – forse per segnare il terreno in vista di un cessate il fuoco prossimo, come si ricaverebbe da alcune mosse diplomatiche di queste settimane – vede purtroppo un intensificarsi degli attacchi missilistici, che colpiscono ben oltre i limiti convenzionali. Don Barone ricorda al riguardo la Ukraine Recovery Conference 2026 che si terrà a Gdansk (Danzica) in Polonia dal 25 al 26 giugno 2026.

Il suo viaggio, che compie con la reporter di Missioni Don Bosco Ester Negro, servirà a fotografare anzitutto con gli occhi e con il cuore “i semi di speranza che germinano in una terra bagnata dal sangue di troppe giovani vite uccise o spente nella speranza di un futuro migliore”.

Il viaggio toccherà prima Lviv e Vynnykym, poi Kyiv e Zhytomyr, le città dove si è concentrato il supporto dell’Ente salesiano presieduto da don Barone. I progetti sono numerosi, sostenuti dai benefattori italiani fin dalla nuova fondazione della presenza salesiana in Ucraina nel 2004.

Dal 2021, quando si sono intensificati i rumori di guerra, ci sono stati scambi frequenti fra la comunità salesiana di rito greco-cattolico e l’organismo della Casa Madre di Valdocco, in molte forme. Così come gli aiuti alla missione polacca di rito cattolico hanno continuato ad alimentare iniziative a favore di giovani e famiglie nelle città di Odessa e di Zhytomyr.

“In questi giorni porto con me gli aiuti, le preghiere e la vicinanza di uomini e donne che credono nell’educazione di Don Bosco che passa attraverso la vita dei salesiani, dei volontari e degli operatori. Questi erano in Ucraina prima della guerra e non sono indietreggiati di un passo in questi anni di conflitto. Sono certo che ci saranno alla fine di questa tragedia”.

Salesiani per il sociale, da Napoli riparte il cammino della rete nazionale

Si riporta di seguito il Comunicato Stampa a cura di Salesiani per il sociale.

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Si è conclusa a Napoli, presso l’Istituto Salesiano Don Bosco, l’Assemblea nazionale 2026 di Salesiani per il sociale, dedicata al tema “Chi ama educa. Educare alla giustizia sociale”. Dal 5 al 7 giugno con centinaia di partecipanti provenienti da tutta Italia, l’appuntamento si è confermato un importante momento di confronto, discernimento e corresponsabilità per il futuro della missione salesiana nel sociale.

Nel corso dei lavori è stato approvato con una larghissima maggioranza il Documento programmatico 2026-2029, insieme al Bilancio sociale 2025 e al Bilancio di esercizio 2025. 

«L’Assemblea nazionale si conclude con un risultato che va oltre il dato delle votazioni. La quasi unanime approvazione dei documenti esprime una visione condivisa e una forte assunzione di responsabilità – dichiara il presidente nazionale di Salesiani per il sociale don Francesco Preite. Da Napoli ripartiamo più uniti, consapevoli che educare alla giustizia sociale significa costruire insieme opportunità, diritti e futuro per i giovani più fragili. Una Rete che sceglie di camminare insieme è una Rete capace di generare cambiamento».

Una rete che sceglie di camminare insieme

L’Assemblea si è aperta con la testimonianza di Alice del Forum Giovani di Salesiani per il sociale, che ha raccontato il proprio percorso di crescita nato dall’esperienza del Servizio Civile. Il suo intervento ha messo in luce il valore di comunità educative capaci di accogliere, ascoltare e responsabilizzare i giovani. La presenza dei ragazzi e delle ragazze del Forum Giovani, provenienti da diverse regioni italiane, ha rappresentato un segno concreto di partecipazione, cittadinanza attiva e corresponsabilità. Dopo il Servizio Civile, molti di loro hanno scelto di continuare il proprio impegno nella rete come volontari, restando protagonisti accanto ai minori e ai coetanei più vulnerabili.

A seguire i saluti istituzionali di don Gianpaolo Roma, Ispettore Italia Meridionale, don Giuseppe Russo, Presidente territoriale Salesiani per il sociale Italia Meridionale, e don Elio Cesari, Direttore del Centro Nazionale Opere Salesiane. Ha portato il suo saluto all’Assemblea anche don Giorgio de Giorgi, Ispettore nominato della Circoscrizione speciale Piemonte e Valle D’Aosta. Nei loro interventi è stato sottolineato il valore dell’educazione salesiana come risposta concreta alle nuove fragilità sociali e come contributo fondamentale alla costruzione del bene comune, attraverso la promozione dei diritti, della partecipazione e dell’inclusione delle giovani generazioni.

La relazione del presidente nazionale di Salesiani per il sociale don Francesco Preite ha richiamato con forza il senso dell’Assemblea “Chi ama educa. Educare alla giustizia sociale”. Educare, oggi, significa stare dalla parte dei giovani più fragili, leggere le cause delle disuguaglianze e contribuire a trasformarle. La relazione ha ribadito l’identità di Salesiani per il sociale come Rete associativa APS: un soggetto collettivo chiamato a rappresentare i territori, coordinare le esperienze, promuovere sviluppo e incidere sulle politiche sociali ed educative. Nel solco del Sistema Preventivo di don Bosco, la Rete è chiamata a passare sempre più dall’essere insieme all’agire come uno, facendo dell’educazione una scelta evangelica, sociale e pubblica.

Accanto ai momenti assembleari, ampio spazio è stato dedicato al confronto tra i partecipanti attraverso gruppi di lavoro, dialoghi e interventi che hanno permesso di condividere esperienze, buone pratiche e prospettive per il futuro. Particolarmente significativa è stata anche la visita guidata all’Opera Don Bosco di Napoli, accompagnata dal direttore don Fabio Bellino, occasione per conoscere da vicino una realtà che continua a essere presidio educativo e sociale per il territorio.

Dal Rione Sanità una storia di speranza

Uno dei momenti più intensi dell’Assemblea è stata la visita alle Catacombe di San Gaudioso e al Rione Sanità, accompagnata dall’incontro con don Antonio Loffredo. L’esperienza della Sanità ha offerto una testimonianza concreta di come sia possibile trasformare fragilità, marginalità e degrado in opportunità di sviluppo, cultura, lavoro e protagonismo giovanile, attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità e delle nuove generazioni.

La Celebrazione Eucaristica conclusiva, presieduta da don Silvio Zanchetta, Consigliere Ispettore delegato CISI, ha affidato il cammino della rete alla luce del Vangelo e al carisma educativo di Don Bosco.

Appartenenza, sostenibilità e giustizia sociale

Nelle conclusioni dell’Assemblea, don Francesco Preite ha consegnato alla rete tre parole chiave che guideranno il cammino dei prossimi anni: appartenenza, sostenibilità e giustizia sociale.

«Abbiamo scelto di essere una Rete che non si limita a gestire servizi, ma che vuole essere presenza educativa, voce pubblica e alleanza sociale a favore dei giovani più fragili. Una Rete capace di coniugare carisma salesiano, diritti, partecipazione e bene comune, dentro l’orizzonte della Costituzione italiana e delle sfide del nostro tempo»

ha affermato il presidente nazionale don Francesco Preite.

Il sogno di Don Bosco continua

A fare da filo rosso all’intera Assemblea è stato il richiamo al carisma di Don Bosco e al Sistema Preventivo, riletti oggi come proposta di giustizia sociale e risposta concreta alle disuguaglianze educative e sociali.

Da Napoli la Rete associativa riparte con una responsabilità rinnovata, trasformare le parole condivise in scelte concrete, i documenti approvati in azioni, le alleanze costruite in opportunità reali per i giovani più fragili.

Perché, oggi come ai tempi di Don Bosco, educare significa generare speranza, dignità e futuro.

I Comunicatori Salesiani d’Europa riuniti a Cracovia: “Costruire Comunione nel mondo digitale”

Notizia a cura di InfoANS.

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In un clima di fraternità, riflessione strategica e profonda comunione ecclesiale, si è svolto a Cracovia l’Incontro Regionale della Comunicazione Sociale Salesiana dell’Europa, che ha riunito i Delegati Ispettoriali per la Comunicazione Sociale provenienti da numerose realtà del continente.

Hanno preso parte all’incontro i rappresentanti delle Ispettorie di Cracovia (PLS), Piła (PLN), Varsavia (PLE), Slovenia (SLO), Croazia (CRO), Repubblica Ceca (CEP), Malta (MLT), Austria (AUS), Belgio Nord e Paesi Bassi (BEN), Gran Bretagna (GBR), Germania (GER), Piemonte (ICP) e della Circoscrizione Speciale di Roma (ICC).

Presenti anche don Fidel Orendain SDB, Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, e don Ricardo Campoli SDB, membro del Settore e referente per i delegati dell’America e dell’Europa.

L’incontro si è svolto presso il Seminarium Salesiano di Cracovia, casa di formazione e sede degli uffici ispettoriali, un luogo che ha favorito un’esperienza intensa di condivisione e discernimento.

Una Comunicazione che nasce dall’Eucaristia

Ogni giornata è iniziata con la celebrazione dell’Eucaristia insieme ai salesiani in formazione, segno concreto che la comunicazione salesiana affonda le sue radici nell’ascolto della Parola e nell’incontro personale con Cristo.

Nel suo intervento introduttivo, don Fidel Orendain ha offerto una lettura della situazione attuale della Comunicazione Sociale nella Congregazione, alla luce degli ultimi Capitoli Generali e in particolare del CG29. Ha invitato i delegati a vivere la comunicazione non come semplice ambito tecnico o operativo, ma come dimensione trasversale della missione salesiana, capace di animare ogni settore dell’opera educativa e pastorale.

Condivisione di esperienze e sfide comuni

Uno dei momenti centrali dell’incontro è stato lo spazio dedicato alle presentazioni delle diverse ispettorie. Sono emerse esperienze significative nel campo dei media digitali, della produzione audiovisiva, della formazione dei giovani comunicatori e della gestione dei social network.

Accanto alle buone pratiche, non sono mancate le sfide: sostenibilità dei progetti, formazione continua degli operatori, coordinamento strategico e necessità di una visione condivisa a livello europeo.

Intelligenza artificiale: opportunità e responsabilità

Mercoledì 3 giugno i partecipanti hanno seguito online l’intervento dell’esperto di tecnologie informatiche e intelligenza artificiale Marcin Dudek. Il suo contributo ha offerto una panoramica sulle tecnologie emergenti, mettendo in evidenza opportunità, rischi e responsabilità nell’uso dell’intelligenza artificiale.

È emersa con chiarezza la necessità di un discernimento etico: gli strumenti digitali possono diventare preziosi alleati della missione educativa ed evangelizzatrice, purché siano utilizzati con competenza, responsabilità e fedeltà al carisma salesiano.

Nel pomeriggio si è affrontato il tema della comunicazione nelle situazioni di crisi. Il confronto ha permesso di condividere esperienze concrete e di riflettere sull’importanza di una comunicazione tempestiva, trasparente e coordinata.

Progetti digitali e visione per il futuro

Il 4 giugno don Andrei Munteanu SDB, membro del Settore per la Comunicazione Sociale e responsabile di Don Bosco Online e del sito web della Congregazione, ha presentato i progetti in corso e le prospettive future legate allo sviluppo degli strumenti digitali al servizio della missione globale salesiana.

Successivamente, don Fidel Orendain ha presentato il manifesto elaborato durante l’incontro: un documento che raccoglie convinzioni e impegni condivisi dai partecipanti per rispondere alle sfide culturali e comunicative del contesto europeo contemporaneo.

Le sessioni si sono concluse con una celebrazione ispirata alla Parola di Dio, che ha richiamato la dimensione spirituale della comunicazione come servizio ai giovani, specialmente ai più poveri e vulnerabili.

In Comunione con i nuovi Beati

L’incontro è stato ulteriormente arricchito dal contesto straordinario della beatificazione dei nove salesiani martiri polacchi, celebrata il 6 giugno presso il Santuario di San Giovanni Paolo II. I partecipanti hanno anche assistito alla proiezione speciale del documentario Passione – l’inizio della santità, realizzato dall’Ispettoria di Cracovia, che ripercorre il cammino verso il martirio di Jan Świerc e Compagni.

La testimonianza dei nuovi Beati ha rappresentato un forte richiamo alla coerenza e alla fedeltà, anche nel campo della comunicazione: annunciare il Vangelo con coraggio, anche quando il contesto culturale è complesso o ostile.

Costruire comunione

Al termine dei lavori, i partecipanti hanno sottolineato che la comunicazione salesiana non consiste soltanto nel produrre contenuti o gestire piattaforme digitali, ma soprattutto nel costruire comunione, sostenersi reciprocamente e riconoscere i segni di speranza che Dio continua a suscitare nella missione.

Per intercessione dei nuovi Beati Jan Świerc e Compagni, i comunicatori salesiani d’Europa hanno rinnovato il loro impegno ad annunciare il Vangelo nel mondo digitale e a costruire ponti di incontro al servizio dei giovani, nello spirito di Don Bosco.

Cagliero 11 – “Sport” – Giugno 2026

Si allega di seguito il Cagliero 11 n°210 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Giugno 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

“Preghiamo affinché lo sport sia uno strumento di pace, incontro e dialogo tra culture e nazioni, e perché promuova valori come il rispetto, la solidarietà e il miglioramento personale.”

Per i valori dello sport.

Carissimi e carissime,

il mondo odierno è sempre più invaso dalla tecnologia. Non sorprende nessuno che viviamo in un ambiente iperconnesso. I nuovi media digitali ci forniscono ogni giorno più informazioni, ma ciò non significa che riceviamo un’interpretazione corretta e adeguata della realtà che ci circonda. Il paradosso di tutto ciò è che abbiamo più informazioni e meno comunicazione.

Il significato profondo della comunicazione è legato a due concetti: communio, cioè mettere in comune, e communitas, il senso di comunità. L’essere umano è essenzialmente un comunicatore, siamo stati creati per mettere in comune le nostre visioni e cercare di svelare la realtà del mondo che ci circonda. Ma abbiamo anche la sfida di costruire una comunità, di stabilire legami che vadano oltre le superficialità.

Cari fratelli e sorelle, come cristiani, non dimentichiamo la nostra missione: comunicare la nostra esperienza con il Signore risorto, che ci comunica la verità del Padre e ci unisce nella grazia del suo Spirito.

 

Don Carlos Mendez SDB,
Membro del Settore per la Pastorale Giovanile

Museo Don Bosco di Chieri: presentazione dei nuovi interventi “Nel segno di don Bosco”

Il Museo Don Bosco di Chieri si arricchisce di nuovi elementi espositivi, che permetteranno ai visitatori di avvicinarsi in modo ancora più diretto alla figura del giovane Giovanni Bosco e agli anni trascorsi in città. La presentazione ufficiale delle novità è fissata per sabato 23 maggio, alle ore 15.45, e sarà aperta alla cittadinanza.

Interverranno il Sindaco Alessandro Sicchiero, l’assessora alla Cultura Antonella Giordano, il direttore dell’Istituto Salesiano San Luigi don Genesio Tarasco e don Enrico Lupano, Salesiano del Colle Don Bosco.

La novità di maggiore rilievo è l’esposizione di tre oggetti di straordinario valore storico e spirituale: una camicia appartenuta a don Bosco, il messale che egli utilizzava per la celebrazione della Messa e una reliquia del Santo donata ai Salesiani di Chieri da Adriana Tosco, moglie di Luigi Fasano. I preziosi cimeli sono concessi in comodato d’uso dalla Congregazione Salesiana.

La camicia e il messale sono collocati in una nuova teca espositiva appositamente realizzata e accompagnati da un pannello informativo che ne illustra la provenienza e il significato. La reliquia proviene da Smirne, dove fu acquistata dal domenicano padre Innocenzo Tosco (1888-1963), che la donò come regalo di nozze a Giovanni e Laura Tosco, genitori della donatrice.

Il percorso espositivo è stato inoltre integrato con quattro nuovi pannelli fotografici che aiuteranno i visitatori nella conoscenza di alcuni luoghi direttamente legati alla biografia di Don Bosco.
In particolare due pannelli ospiteranno immagini d’epoca rispettivamente della Cappella interna e del Cortile del Seminario, mentre altri due mostreranno fotografie di luoghi torinesi strettamente connessi alla prosecuzione del percorso formativo del giovane don Bosco: la Chiesa della Visitazione e la Chiesa di San Francesco d’Assisi.

Completano il rinnovamento alcuni elementi di arredo, che contribuiscono a rendere lo spazio più accogliente e funzionale per i visitatori.

Le integrazioni sono state curate da Mediacor, la stessa società che aveva già seguito il restyling complessivo del museo nel 2024, garantendo così continuità di linguaggio visivo con il percorso già esistente.

Il Museo Don Bosco di Chieri custodisce la memoria degli anni giovanili di Giovanni Bosco a Chieri, dove, dopo aver svolto umili lavori manuali per mantenersi, compì gli studi ginnasiali e maturò la sua vocazione sacerdotale. L’arricchimento del percorso espositivo si inserisce nel più ampio impegno di valorizzazione di questo patrimonio storico e spirituale.

Informazioni
  • Museo Don Bosco – Complesso San Filippo
  • via Vittorio Emanuele II, 63 – Chieri
  • www.turismochieri.it

Cagliero 11 – “Alimentazione” – Maggio 2026

Si allega di seguito il Cagliero 11 n°209 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Maggio 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo affinché ciascuno, dai grandi produttori ai piccoli consumatori, si impegni per evitare gli sprechi di alimenti e perché ogni persona abbia accesso a un’alimentazione di qualità.

Per un’alimentazione per tutti.

Cari amici,

Siamo a maggio. Lasciamo che ad ispirarci sia la prima ad andare in fretta, a portare il VERBO FATTO CARNE nella casa di Elisabetta, che aveva bisogno del suo aiuto. È un’icona evangelica che ci accompagna in ogni Ave Maria, fino a quell’ora per cui sempre chiediamo a lei di pregare per noi, l’ora dell’AMEN che concluderà la nostra missione sulla terra.

Quando in Nigeria in questo mese facevamo a piedi un pellegrinaggio di una cinquantina di chilometri tra Ondo e Akure, al santuario dell’Ausiliatrice. Quasi un migliaio di ragazzi e giovani, camminando, danzando, cantando tutta la notte: una lode “no stop” per e con la madre di tutti, cattolici e non. Maria è la prima a partire: per lei ci sono solo figli e figlie, fratelli e sorelle; sarà anche la prima ad aspettarci nell’ora dell’AMEN.

Lasciamoci accompagnare come Giovanni, nel sogno dei nove anni, dalla Patagonia a Pechino, fino all’ultimo respiro.

Don Silvio Roggia SDB,
Consigliere Generale per la Formazione

Cagliero 11 – “Sacerdoti” – Aprile 2026

Si allega di seguito il Cagliero 11 n°208 con l’intenzione missionaria salesiana del mese di Aprile 2026.

Intenzione Missionaria Salesiana, alla luce dell’intenzione di preghiera del Santo Padre.

Preghiamo per i sacerdoti che stanno affrontando momenti di crisi nella loro vocazione: perché trovino l’accompagnamento di cui hanno bisogno e perché le comunità li sostengano con comprensione e preghiera.

Per i sacerdoti in crisi.

Cari amici,

questo mese celebriamo la festa più importante di tutte: la Pasqua.

Al centro della nostra fede c’è una verità semplice ma di grande impatto: Cristo è risorto. Questo singolo evento ha cambiato il mondo e ha spinto persone comuni a compiere azioni straordinarie. Da una tomba vuota è iniziata una missione che ancora oggi ci commuove.

La Pasqua non è solo un ricordo del passato, è un fuoco vivo nel cuore. È la gioia che rifiuta di rimanere privata. Come Paolo e i missionari, siamo spinti ad attraversare i confini – geografici, culturali e personali – con un unico messaggio: Gesù è vivo.

Perché andiamo? Perché rimaniamo missionari, anche quando la strada è lunga e impegnativa? Perché la gioia pasquale arde dentro di noi.

Possa questa gioia riempire la nostra vita quotidiana – nella nostra missione, nelle nostre comunità, nelle nostre amicizie – dal mattino alla sera. Possa la nostra vita proclamare silenziosamente ciò in cui crediamo con tutto il cuore: Cristo è risorto. Veramente risorto.

Don Sathish Paul SDB,
Membro del Settore Comunicazione Sociale